Test psicologici sui ribelli dell’Esercito Siriano Libero per verificare la possibilità di fornire addestramento militare e armi per combattere lo Stato Islamico. E’ questo il piano, secondo quanto riporta il Washington Post citando fonti del Centcom, il Comando Centrale americano, che gli Stati Uniti avrebbero in mente per contrastare il potere dell’Isis all’interno del Paese governato da Bashar al-Assad. L’idea s’inserisce nel programma più volte presentato dal presidente Barack Obama per la lotta ai fedeli all’autoproclamato califfo, Abu Bakr al-Baghdadi.

La volontà del Capo di Stato americano, che però non ha ancora trovato l’appoggio del Congresso, è quella di stanziare altri 500 milioni di dollari per armare e addestrare gli uomini che stanno combattendo una guerra civile contro il regime di Assad. Una decisione rischiosa, dato che, una volta conclusa la lotta all’Isis, la Siria si troverebbe coinvolta nuovamente in una guerra interna con ancora più armi in campo. Per scongiurare quello che potrebbe diventare l’ennesimo esempio di Stato fallito, seguendo gli esempi di Afghanistan, Iraq o Libia, gli Usa hanno deciso così di sottoporre i ribelli che parteciperanno all’addestramento militare da parte delle forze militari statunitensi a valutazioni psicologiche, controlli biometrici e stress test. Secondo quanto riporta il quotidiano americano, dal Centcom fanno sapere che si tratta di un programma “unico per la Siria, perché lavoreremo con persone che non accompagneremo una volta che le avremo impiegate” e pertanto il lavoro preventivo di “valutazione e controllo è ancora più importante”.

Le reazioni dei ribelli “moderati” saranno valutate passo per passo e dovranno superare dei test per accedere al livello superiore di attività. Il sistema di controlli avrebbe anche lo scopo di limitare le infiltrazioni di membri dello Stato Islamico o di altri gruppi terroristi tra le fila dell’Esercito Siriano Libero per sfruttare e venire a conoscenza delle tecniche di addestramento americano.