Dopo tre ore di occupazione, gli operai dell’Ast di Terni hanno deciso di liberare l’Autosole, una volta che gli è stato garantito l’incontro, il 13 novembre, al ministero per lo Sviluppo Economico. Le proteste dei lavoratori della multinazionale erano riprese con il blocco in entrambe le direzioni dell’autostrada del Sole all’altezza del casello di Orte, causando una coda di 9 chilometri. Adesso, la viabilità è ripresa con regolarità, ma intorno alle 14 la carreggiata era stata occupata da circa un centinaio di lavoratori tenuti sotto controllo dalla polizia. Le forze dell’ordine avevano cercato di limitare i disagi alla circolazione stabilendo uscite obbligatorie ad Attigliano, per chi è diretto a Sud, e a Magliano, per chi transita invece in direzione Nord. Gli agenti hanno cercato di convincere i manifestanti a tornare a casa e liberare la carreggiata, ma gli organizzatori della protesta hanno risposto che non si sarebbero mossi fino a quando la situazione non fosse cambiata: “E’ una situazione seria – hanno detto- non stiamo giocando. Non ce ne andiamo”.

La decisione di tornare in strada, spiegano il segretario generale dell’Ugl metalmeccanici, Maria Antonietta Vicaro, e il segretario nazionale con delega alla siderurgia, Daniele Francescangeli, dipende dall’esasperazione dei dipendenti dell’azienda e “dall’assenza di certezze. Ora più che mai, è necessario un atteggiamento responsabile delle parti per trovare una soluzione rapida, condivisa e definitiva che guardi al futuro”.

I lavoratori, già scesi in piazza contro il nuovo piano industriale delle aciaierie di Terni Thyssenkrupp, che prevede 290 esuberi, stanno perdendo la pazienza e non accettano l’atteggiamento di un Governo che “fa melina, non impegna l’azienda ai suoi doveri e lascia alla ThyssenKrupp il logoramento dei lavoratori“, afferma Giorgio Airaudo, responsabile lavoro di Sel, che poi aggiunge: “Sotto i riflettori e davanti alle TV (il Governo) annuncia disponibilità da parte dell’impresa che poi ai tavoli la multinazionale tedesca ridimensiona”. Durante l’assemblea dei dipendenti del 12 novembre, a cui hanno partecipato circa un migliaio di persone, i lavoratori hanno dichiarato che non molleranno la presa: “Alziamo il tiro” è la frase ripetuta dai responsabili.

Il segretario nazionale della Uilm, Mario Ghini, spiega in una nota che l’amministratore delegato dell’azienda, Lucia Morselli, che ha presentato il nuovo piano industriale al ministero dello Sviluppo Economico, non è riuscita a dare quelle “garanzie e novità” che il sindacato aveva chiesto dopo le manifestazioni delle scorse settimane.