Vediamo: la Lega parla di castrazione chimica ogni volta che tenta di utilizzare la questione degli stupri per alimentare un clima di emergenzialità e panico morale. L’ansia sociale viene da loro alimentata anche con continui richiami alla presunta pericolosità dei migranti. Dei rom è stato detto il peggio che mai si potesse dire. Certo non si può dimenticare il fatto che nelle città, i sindaci sceriffi, in seguito ai decreti fatti dall’ex ministero della paura, a cura della Lega Nord, hanno tirato fuori una serie di ordinanze creative per provare a espellere i rom o costringerli in recinti separati dal resto del mondo obbligando alla schedatura, con tanto di impronte digitali, finanche i bambini.

L’attuale campagna elettorale della Lega è anche parecchio divertente. Dimenticano di essere stati al governo, con ministri e ministre, e fingono di arrivare da un tempo infinito in cui recitavano il ruolo dell’opposizione. Le colpe sono tutte della sinistra. Intercettano le delusioni popolari per le politiche economiche dell’attuale governo e intonando un canto nazionalista si schierano con i poveri, addebitano ogni male all’euro e insistono con un motto che discrimina gli stranieri: “prima gli italiani“. Sicché ti ritrovi, ancora, madri inferocite che sono convinte che i loro bambini non sono accettati negli asili comunali perché arrivano prima gli stranieri. Trovi famiglie in pena perché pensano che i migranti si freghino le case popolari e trovi chiunque a recitare slogan razzisti che pressappoco si concludono sempre così: gli immigrati ci tolgono lavoro, oppure rubano, oppure creano degrado e dunque invece che parlare di integrazione e multiculturalità bisogna separare perfino i pullman, uno per “razza”, prendersela con i bambini, che saranno divisi per etnia. Gli stranieri in classi da stranieri e gli “italiani” in classi da italiani.

Per quel che ne so la Lega ha dei problemi anche con il Meridione e con i meridionali, nei confronti dei quali è stato detto di tutto: siamo sfruttatori, parassiti, colonizzatori delle terre nordiche, rubiamo tutti i posti da insegnante che esistono nelle loro scuole e la cantilena continua in una separazione piena di pregiudizi che separa gli umani in buoni e cattivi, belli e brutti, sudisti e nordisti, italiani e stranieri, donne e uomini, etero e gay. Perché anche su questo la Lega o certi leghisti si sono espressi. Cattivi i gay che rivendicano diritti. Cattivi perché vogliono che le loro unioni siano riconosciute legalmente. Cattivi perché vogliono dei figli.

L’abilità della Lega nel passare da un discorso a destra a uno che potrebbe essere gradito anche a sinistra è tanta e tale che poi vedi queste sceneggiate realizzate in perfetto stile Santanchè. Ricordate la signora che provò a strappare il velo a una donna musulmana? Per salvarla, of course. Ne ricavò un pugno, se non erro, ovviamente condannabile così come condanno ogni genere di violenza, ma mi chiedo lei cosa avrebbe detto o fatto se qualcuno fosse andato da lei a imporle di indossare una gonna più lunga o una maglia meno scollata.

La Lega in questi giorni ha intercettato parecchia attenzione dei media. Ci sanno fare, non c’è dubbio, sono capaci di fare parlare di sé, in special modo se prima parlano male dei Rom e poi vanno lì aspettandosi di essere accolti con un thè. Dunque sono cattivi i rom che hanno accolto malissimo i leghisti e cattivoni i centri sociali che hanno provato a fare resistenza, a volto scoperto, con il proprio corpo, per non consentire quell’intrusione in un contesto che viene vissuto e descritto dalla destra come sporco e ostile. Campagna elettorale? Certo, ed è comprensibilissimo. Liberi di farla e di dire quel che vogliono. Ma perché proprio sulla pelle dei rom?

Come si dice in questi casi: durissima condanna per chi ha osato rompere il vetro della macchina che portava i leghisti, ma investire la gente mi sembra inaccettabile tanto quanto. Con una conclusione che per me è logica: rompere i vetri sicuramente non va bene. Investire la gente ancora meno e le persone, per quel che mi riguarda, valgono di sicuro molto più delle cose.