E’ stata fissata per il 3 novembre la prima udienza del processo per i veleni nascosti sotto l’asfalto della Valdastico sud, che vede tra gli imputati il presidente della Provincia di Vicenza, il leghista Attilio Schneck, e Luigi Persegato, cognato dellex governatore Giancarlo Galan. Che l’autostrada A31 che da Vicenza porta a Badia Polesine sia stipata di rifiuti tossici l’hanno accertato, la scorsa settimana, i periti incaricati dal tribunale di Venezia. Periti che dovranno deporre in udienza davanti al gip Andrea Odoardo Comez. Sarebbero diverse le aree interessate dallo smaltimento illecito di rifiuti pericolosi. Hanno trovato così conferma le denunce, del gennaio del 2012, di Medicina democratica, dell’Associazione esposti amianto e del comitato locale di cittadini che nel loro esposto, che ha provocato l’apertura dell’inchiesta da parte della locale direzione distrettuale antimafia, avevano denunciato che «i camion delle imprese che lavorano al cantiere avrebbero riversato scarti di fonderia contenenti metalli pesanti e sostanze chimiche (nitrati, fluoruri, solfati, cloruri, bario, amianto, piombo, nichel) in notevole concentrazione».

La denuncia delle associazioni è partita dopo la morte di un cane che si era abbeverato a una pozza vicina al cantiere autostradale. Il comitato di cittadini aveva inoltre denunciato «un convoglio di 80 camion sospetti che di sera tra luglio e settembre del 2009, si dirigevano da Arzignano ai cantieri dell’autostrada Valdastico Sud». I camion provenivano da Crotone ed erano diretti verso i cantieri dell’A31 sul primo lotto tra Longare e Torri di Quartesolo.

Nel corso dell’inchiesta sono stati iscritte nel registro degli indagati 27 persone tra imprenditori, titolari di laboratori di analisi e il presidente dell’A4 holding, Attilio Schneck, che è contemporaneamente anche presidente leghista della provincia di Vicenza, l’industriale vicentino dell’acciaio Antonio Beltrame e Luigi Persegato, meglio noto come fratello di Sandra Persegato, moglie di Giancarlo Galan, ex presidente del Veneto che ha appena patteggiato due anni e dieci mesi per corruzione nell’inchiesta Mose. Persegato risulta titolare della Coseco srl, che ha come oggetto sociale il movimento terra, la valorizzazione fondiaria e il riutilizzo di inerti di cava o miniera. Un sistema, quello dello smaltimento di rifiuti nei sottofondi stradali che permette un doppio guadagno: la ditta che deve fare il lavoro di riempimento risparmia sul materiale infilandoci dentro rifiuti e, allo stesso tempo, guadagna dallo smaltimento illecito.

L’inaugurazione dell’autostrada dovrebbe avvenire a fine anno, ma la sua storia è costellata da più di qualche inconveniente: già nel novembre 2008 la Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta aveva sequestrato i lotti 9 e 14 dell’autostrada perché realizzati da un’impresa del gruppo Italcementi, che usava cemento depotenziato. Nel 2012 il parlamentare padovano del Pd, Alessandro Naccarato, nella sua relazione sulle infiltrazioni mafiose nel Veneto, aveva dato notizia dell’inchiesta del Gruppo Interforze della Prefettura di Padova sul rapporto tra Serenissima Costruzioni spa – la società che ha avuto l’affidamento diretto di una parte importante dei lavori dell’autostrada – e una società appaltatrice, la Ctc srl. In particolare, è posta attenzione sul contratto di distacco del personale. «E’ emerso – ha dichiarato il parlamentare padovano – che dietro a Ctc c’è Luigi Conforto, originario di Catanzaro, all’attenzione degli inquirenti per la frequentazione di pregiudicati e perché in possesso di numerosi precedenti penali»

Anche la storia dell’affidamento diretto è un po’ particolare: la società autostradale Brescia – Padova per la costruzione della “Valdastico Sud” ha affidato una quota rilevante dei lavori a trattativa privata alla Serenissima Costruzioni, da essa stessa costituita nel 2002 (proprio l’anno in cui la commissione di valutazione d’impatto ambientale ha dato il via libera alla nuova autostrada) e della quale detiene il 70 per cento del capitale (il 30 per cento era della Mazzi Impresa Generale Costruzioni, impresa che ha finanziato ufficialmente la campagna elettorale del sindaco di Verona Flavio Tosi).