Con inusitata sollecitudine, il prefetto di Napoli ha provveduto a sospendere il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, condannato in primo grado in relazione alla nota vicenda delle intercettazioni per l’inchiesta Why Not. Tale sospensione e la sentenza per condanna d’abuso d’ufficio, molto discutibile, che l’ha proceduta e motivata, rispondono senza dubbio, anche al di là del loro merito, a una serie di esigenze e convenienze politiche. Vediamo di analizzarle anche per fare piazza pulita dei ridicoli paralleli che qualche demunito ha voluto tracciare tra questo caso e quello di Berlusconi.

Si tratta, in primo luogo, del punto d’arrivo, certamente non definitivo, di un lungo percorso, volto a conseguire la vendetta della casta contro un magistrato che a suo tempo le ha dato parecchio filo da torcere. L’inchiesta Why Not andava a colpire come è noto una loggia massonica coperta, come a suo tempo fu la P2, che aveva per scopo la gestione occulta del potere da parte di una serie di personaggi facenti parte del mondo politico e del suo sottobosco e in particolare l’utilizzo di fondi pubblici, l’assegnazione di appalti, l’assunzione di personale in modo clientelare, ecc…

Il fatto che oggi De Magistris, che a suo tempo fu uno dei promotori di tale indagine, sia condannato, dà tutta la misura del clima di restaurazione che cricche, cosche e caste vogliono imporre nel Paese. In questo senso, del resto, la condanna di De Magistris per abuso d’ufficio rappresenta l’epilogo di una lunga persecuzione, come ricordava a suo tempo Marco Travaglio: “In ogni caso de Magistris viene perseguitato, o perseguito – a seconda dei gusti – da ispezioni ministeriali continue che partono dal Governo di centrodestra con il Ministro Castelli, proseguono con il Governo di centrosinistra di Mastella, con Mastella al Ministero e poi si arriva al procedimento per trasferirlo d’ufficio per incompatibilità ambientale e funzionale e quindi il trasferimento a Napoli da Catanzaro, con il divieto di fare il Pubblico Ministero, ma con l’obbligo di passare alla giudicante, perché appunto non è capace a fare il Pm e quindi deve fare il giudice ed è incompatibile con Catanzaro ma non con Napoli”.

Si tratta in secondo luogo del tentativo di togliere di mezzo un sindaco che, con tutti i suoi limiti, ha rappresentato la riappropriazione della sfera politica da parte della cittadinanza, in una situazione importante e al tempo stesso degradata da tempo come quella napoletana. De Magistris ha saputo improntare la propria azione politica di sindaco della metropoli partenopea a principi di trasparenza, salvaguardia del bene comune, giustizia distributiva, partecipazione dal basso, solidarietà con i lavoratori, attenzione alle tematiche mediterranee e internazionali come pure alla condizione di migranti e richiedenti asilo.

Si tratta in terzo luogo di togliere di mezzo tale sindaco nel momento in cui il governo Renzi  vuole assumere direttamente il controllo di talune aree che, in assenza di idonea reazione popolare, appaiono destinate a uso speculativo, quali quella di Bagnoli. Felici come pasque per la condanna e la sospensione di De Magistris, i rottami della vecchia casta cittadina, dal Pd a Forza Italia, gongolano e scalpitano, pregustando il momento in cui torneranno a mettere le mani in pasta e minacciando in termini espliciti di non ricandidatura i componenti del Consiglio comunale che permettessero la continuazione dell’esperienza, con la reggenza temporanea del vicesindaco Sodano. Qualche perplessità, invero, desta altresì l’atteggiamento del Movimento Cinque stelle che in determinate occasioni sembra comportarsi come una casta di complemento, in netta contraddizione con i principi generali cui tale Movimento dovrebbe rifarsi.

I foschi ricatti della casta in cerca di vendette, rivincite e nuove occasioni di malgoverno vanno respinti. L’esperienza va continuata anche se formalmente De Magistris non sarà sindaco per un periodo determinato. C’è infatti un programma da portare avanti nell’interesse della cittadinanza. E si profila, nel 2016, l’appuntamento delle nuove elezioni comunali alle quali lo schieramento che sostiene De Magistris si presenterà compatto per ottenere un nuovo indiscutibile successo che spazzi via corvi, iene ed avvoltoi. Direi di più, questo schieramento e la persona stessa di De Magistris costituiscono una risorsa importante per il futuro dell’Italia, nel momento in cui stanno per dissolversi definitivamente le illusioni destate in qualche facilone da Matteo Renzi e dal suo governo di incompetenti. E si riaffaccia l’insopprimibile esigenza di un governo che risponda effettivamente a istanze e bisogni profondi del popolo italiano in questo momento di crisi economica, sociale, democratica e culturale acuta.