Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha presieduto un consiglio dei ministri straordinario in cui è stato dato il via libera al ricorso contro il referendum e contro la legge di consultazione che il Parlamento catalano ha approvato il 19 settembre per dare tutela legale al voto. L’esecutivo presenterà il ricorso al Tribunale costituzionale con una richiesta di sospensione e se verrà accolto, ipotesi che sembrerebbe molto probabile, sia la convocazione del referendum per il 9 novembre che la legge approvata dal parlamento catalano verranno sospese automaticamente.  “La consultazione di autodeterminazione che vuole fare il presidente della Generalitat attenta ai diritti dell’insieme degli spagnoli. La Costituzione si basa sull’unità indissolubile della Spagna”, ha detto Rajoy al termine del consiglio dei ministri. 

La consulta, ha ribadito Rajoy: “va contro la legge e la democrazia e pregiudica l’appartenenza all’Europa”. Gran parte del suo intervento è stato incentrato nella difesa delle intenzioni del governo, ossia la volontà di tenere sempre la porta aperta al dialogo. “La Generalitat spreca tempo con una politica basata su echi consumati. La mia posizione è sempre stata aperta, chiara e ferma. La mia disponibilità a negoziare nulla ha a che vedere con una possibilità reale che la Generalitat prenda da sé le decisioni senza che il governo le approvi”. 

“La consultazione”, convocata con il decreto firmato sabato dal presidente catalano Artur Mas, “né per oggetto né per procedimento è compatibile con la Costituzione”, ha insistito il leader conservatore del PP, nel ricordare che il governo “è obbligato a presentate il ricorso davanti alla Corte costituzionale, “in difesa di tutti gli spagnoli, inclusi i catalani”. Il premier spagnolo ha ribadito che “La prima cosa è difendere la Costituzione, poi parleremo di riformarla”. Nonostante la distanza di posizioni fra la Spagna e la Catalogna, il premier ha offerto anche “dialogo nella legge” ad Artur Mas, al quale ha ricordato: “Siamo ancora in tempo a raddrizzare la rotta”.

Il segretario generale del Partido Socialista Obrero Espanol (Psoe) Pedro Sanchez, ha condannato oggi “lo strappo della legalità” provocato dalla convocazione della consultazione sulla sovranità in Catalogna da parte del presidente della Generalitat, Artur Mas. Sanchez, in una conferenza stampa nella sede madrilena del Psoe, ha teso la mano al governo centrale e a quello catalano per intraprendere un dialogo nella “crociata” che, a suo giudizio, “non si risolve né con trincee né con monologhi”. “La miglior difesa della Costituzione è un rinnovamento senza condizioni previe”, ha concluso.