Approvare la legge elettorale “con urgenza” è una necessità, ma “non perché vogliamo andare a votare ma perché è un elemento di credibilità per questo Parlamento“. Il ministro delle riforme Maria Elena Boschi ribadisce nel corso del question time alla Camera la necessità di votare in tempi brevi l’Italicum, che ha già incassato il primo via libera a Montecitorio lo scorso marzo con 365 sì e 261 no.

Rispondendo a un’interrogazione del deputato M5s Danilo Toninelli che esprime dubbi di illegittimità costituzionale, il ministro liquida l’ipotesi come “una provocazione” e aggiunge: “Il governo non ha mai espresso dubbi sulla costituzionalità dell’Italicum“. E, anche ricordando la bocciatura del Porcellum da parte della Consulta, ricorda i “vantaggi” di “questo sistema elettorale” che “supera i rilievi della Corte (premio di maggioranza e liste bloccate, ndr) e per la prima volta assicura la certezza del risultato e la governabilità”. 

Nell’interrogazione Toninelli domanda nello specifico al governo se abbia intenzione di chiedere un parere preventivo alla Consulta, procedura che non esiste nel nostro attuale ordinamento ma che invece è prevista nella riforma approvata ad agosto dal Senato. Boschi ha quindi “confermato il favore del governo al ricorso preventivo alla Corte”, ma utilizzare questa procedura implicherebbe attendere prima l’approvazione della riforma costituzionale. “E noi – ha concluso – non possiamo ulteriormente attendere sapendo che le riforme costituzionali non entreranno immediatamente in vigore”.

Inoltre il testo dell’Italicum approvato alla Camera subirà “probabilmente solo modifiche marginali” al Senato, che “esaminerà la legge elettorale con la stessa determinazione con cui ha affrontato le Riforme costituzionali“. “Il governo collaborerà” con i gruppi per l’approvazione dell’Italicum per arrivare a questo obiettivo, che “alla Camera è stato approvato da una ampia maggioranza”. E “naturalmente – ha aggiunto – il governo è disponibile al dialogo con M5s sulla legge elettorale e sulle riforme”.