Ancora un naufragio nel Mediterraneo, ancora migranti che perdono la vita. Navi italiane e maltesi sono impegnate nelle operazioni di ricerca di oltre 20 migranti che si teme possano essere morti dopo che la barca su cui viaggiavano è affondata a circa 300 miglia a sudest di Malta. I sopravvissuti in un primo momento avevano parlato ai soccorritori di circa 400 morti, ma secondo una ricostruzione ancora da verificare, le persone a bordo dovrebbero essere state circa una trentina. I naufraghi hanno poi riferito che l’imbarcazione sulla quale viaggiavano era stata colpita da un’altra barca. Attualmente i morti sarebbero due e 12 persone sono state salvate (fra cui due bambini), ma è destinato ad aggravarsi dal momento che sono già stati avvistati altri cadaveri. I dispersi risultano al momento 16 e nelle ricerche sono impegnate forze maltesi e italiane. L’operazione è iniziata ieri dopo che un mercantile ha recuperato due bambini, che hanno riferito che con loro a bordo c’erano 30 persone. Chi si è salvato è stato portato in Grecia, la zona più rapida da raggiungere in elicottero.

L’operazione di salvataggio è scattata quando, durante un normale pattugliamento aereo, un velivolo della Guardia Costiera maltese aveva avvistato alcune persone in acqua. Sul posto sono stati dirottati alcuni mercantili, che sono riusciti a portare in salvo sette persone ancora in vita. Oggi, intanto, a Malta sono attesi l’alto commissario Onu per i rifugiati Antonio Guterres e l’ambasciatrice dell’Unhcr Angelina Jolie

“Ritengo che Mare Nostrum sia stata l’unica azione che ci abbia riportato alla realtà, molto meritoria perché ha salvato migliaia di vite umane ma evidentemente da sola non basta” dice la presidente della Camera Laura Boldrini, a margine della sua visita al carcere minorile Malaspina di Palermo. Salvare vite umane in mare è un imperativo etico e va fatto – ha aggiunto – dopo di che bisogna dare ai richiedenti asilo un’alternativa ad imbarcarsi, un’alternativa prima di prendere i gommoni e rischiare la vita in mare. Ed è qui che la Comunità internazionale e l’Unione europea dovrebbe fare di più”. Boldrini sottolinea la necessità di “un accordo a livello europeo affinché si possa fare uno screening dei richiedenti asilo nei paesi di transito con l’impegno poi dei paesi europei a prendersi una quota delle persone che sono state riconosciute bisognose di protezione. È un programma che esiste ci sono paesi che lo fanno ma l’Unione europea non brilla per disponibilità. Spesso  gli altri paesi europei ci criticano perché dicono l’Italia fa molto per salvare vite umane ma poi non fa abbastanza per accogliere queste persone che poi arrivano da noi. Io credo che sia necessario attivare sinergie per fare in modo che tutti facciano la loro parte”.

Intanto sono attesi a Crotone altri 956 migranti di diverse nazionalità, scortati dalla nave “Euro” della marina militare, mentre 478 profughi sono attesi a Porto Empedocle, Agrigento, dopo esser stati soccorsi nel canale di Sicilia nell’ambito dell’operazione Mare Nostrum. Ieri, 421 persone sono arrivate al porto di Palermo. A queste vanno aggiunte, inoltre, i 721 che hanno trovato accoglienza a Trapanio. Le prefetture si stanno organizzando, insieme alle istituzioni locali e alle forze dell’ordine, per gestire il massiccio afflusso di immigrati e garantire, comunque, l’ordine pubblico.