Lo scorso fine settimana, alla Nuova Casa del Popolo di Ponticelli di Malalbergo (Bo), c’è stata la seconda edizione di Borderline – Festival delle etichette e delle produzioni indipendenti. E allora? Starete pensando. Adesso vi spiego. Ponticelli è una località di Malalbergo, provincia di Bologna, nella bassa emiliana. La Nuova Casa Del Popolo ha una storia molto interessante. Nel 1991 alcuni aderenti al Partito della Rifondazione Comunista decisero di affittare la Casa del Popolo per svolgervi la loro annuale Festa di Liberazione. Ma dal maggio 1998, in seguito a divergenze con con la direzione del Prc, un gruppo di persone fuoriuscì dando vita all’Associazione Primo Moroni, in memoria della figura del libraio e intellettuale milanese.

Sempre nello stesso periodo, il Partito dei Democratici di Sinistra (Pds), decise di mettere in vendita una parte del proprio patrimonio immobiliare. Iniziarono così ad essere vendute alcune Case del Popolo tra cui quella Ponticelli.
Inizialmente l’Associazione Primo Moroni si propose come potenziale acquirente dell’immobile ma, non ricevendo nessuna risposta dal Pds, che nel frattempo aveva venduto l’immobile ad un privato (che ne ricavò un bar-ristorante), decise di impegnarsi con un mutuo di quindici anni acquistando un vecchio essiccatoio del riso a pochi metri dalla Casa del Popolo ormai venduta. Nel Dicembre 2000 venne così fondata la Nuova Casa del Popolo di Ponticelli.

In questa location suggestiva si è svolta la seconda edizione di Borderline – Festival delle etichette e delle produzioni indipendenti, nato con l’intento di supportare tutte quelle realtà culturali e creative che attuano “una forma di resistenza attiva alla logica del controllo culturale ed economico su creatività e immaginario, individuale o collettivo che sia”. Quest’anno, dopo aver aderito alla campagna nazionale #Nosiae, hanno pensato di realizzare un festival non come semplice contenitore, ma come “momento di incontro tra realtà diverse e laboratorio di nuove pratiche per mettere in discussione l’attuale concezione del diritto d’autore e promuovere la diffusione e il libero accesso alla cultura”.

Il ritrovarsi in uno dei tanti cuori della provincia emiliana con un senso di appartenenza condiviso tra persone unite dalla voglia di socializzare e di provare a vivere la musica in un modo diverso è stata un’esperienza che non facevo da tanti anni. Una felice scoperta, un segnale positivo in questo periodo di innumerevoli deflagrazioni umane che è il nostro presente. Insomma, c’è un’idea di resistenza culturale che rifiuta la logica del compromesso e che affonda le radici nel presente, riuscendo ad attualizzare tutto un discorso storico, politico e culturale pregresso.

Purtroppo sono andato solo nella giornata di domenica, ma c’erano comunque due palchi (palco grande e palco piccolo), le birre e il cibo a prezzi popolari, un bellissimo prato sui cui sedersi e un’estrema sensazione di rilassatezza e di libertà. Ne è valsa la pena andare, perché fra i tanti gruppi che hanno suonato quel giorno sono stato felicemente colpito, oltreché dai Marnero (una delle più belle e importanti realtà punk di questo paese), dai Not the pilot, duo di Ferrara che unisce, e mischia insieme, suoni grevi ed atmosfere allegramente disperate con un attitudini punk.

Piacevolmente resiste Ponticelli, e che continui a resistere e ad organizzare eventi come questo, per far sentire tutti più liberi, più vivi e felici in mezzo a questo nulla pompato a vuoto che sono le novità e le offerte culturali e controculturali di questo paese negli ultimi anni. 

Piccola nota finale anticlericale. Sul sito della Uaar in questi ultimi giorni è stato riportato uno studio effettuato dall’Istat sull’andamento della frequenza dei luoghi di culto, da cui si evince che l’Emilia Romagna è la zona d’Italia con il più alto tasso di persone che non li frequentano, ben il 33,1%. Questo si ricollega alla bellissima poesia, contributo dato al Borderline Festival dal Mep (Movimento Emancipazione Poesia), affissa a caratteri cubitali su un pannello di legno difronte al palco principale: “Tirate, ragazzini sassate/ contro i preti./ Io tifo per voi”.