Trentuno milioni di euro destinati all’edilizia scolastica regionale, ma perché l’Emilia Romagna abbia davvero scuole più belle, più sicure o più nuove bisognerà attendere il prossimo anno. Almeno, per il piano di ristrutturazione degli edifici scolastici varato dal governo di Matteo Renzi. A luglio, infatti, da Roma è arrivato il via libera a smobilitare fondi per tinteggiare, mettere in sicurezza o costruire nuovi istituti sul territorio nazionale, ma non tutti i Comuni emiliano romagnoli hanno già ricevuto le risorse. E se c’è chi ha approfittato dell’estate per concludere qualche opera di manutenzione, per gli interventi più significativi si dovrà attendere la fine del 2014. O il 2015. Per #scuolebelle, piccola manutenzione, per cui l’Emilia Romagna ha ricevuto 7,5 milioni di euro assegnati dal Miur direttamente alle scuole, #scuolesicure, cioè messa in sicurezza, 11,5 milioni di euro che il governo ha assegnato alla regione, erogati dalla delibera del Cipe dello scorso 30 giugno (anche se in molti casi i cantieri non apriranno prima del prossimo anno), e #scuolenuove, per nuovi edifici. In questo caso le risorse, 12,4 milioni di euro circa, non verranno dallo Stato ma dagli enti locali, che saranno in grado di utilizzarli grazie allo sblocco del patto di stabilità, ma nel 2015.

Per quanto riguarda, invece, i piccoli interventi di manutenzione, finanziati con la parte del piano di edilizia scolastica denominata #scuolebelle, secondo l’Ufficio scolastico regionale, in Emilia Romagna, sono 36 le scuole che hanno ultimato i lavori, su 178 istituti finanziati. Dalla verniciatura di pareti e infissi, alle piccole riparazioni, dalla riparazione di attrezzature didattiche al giardinaggio, infatti, le opere sono state portate a termine in 30 scuole della provincia di Bologna, 4 nel modenese, 1 nel territorio di Piacenza e 1 a Massa Lombarda (Ra). Attualmente, poi, sono in corso 1 interventi e altri 3 già programmati si concluderanno entro il 13 settembre 2014. A partire dalla seconda metà di settembre 2014 verranno avviati i lavori nelle restanti scuole, che si concluderanno entro il mese di dicembre 2014. In tutto, il piano Renzi nel 2014 prevede finanziamenti per 88 istituti su 513 nella provincia di Bologna, 6 su 259 in quella di Forlì, 26 su 377 nel modenese, 4 su 200 nel piacentino, 35 su 174 nell’area di Ravenna, 12 su 249 in quella di Reggio Emilia 8 su 188 nel riminese.

Bomporto, in provincia di Modena, Comune terremotato e alluvionato si fa fatica a capire a quanto ammontino i fondi che il governo manderà da Roma per ristrutturare la scuola media Alessandro Volta. “Noi siamo stati designati per ricevere un finanziamento da 145.000 euro”, spiega il sindaco Alberto Borghi, “ma non sappiamo se quei fondi siano ‘netti’, o se invece dal totale si debbano sottrarre i 40.000 euro già spesi per effettuare un primo intervento alla scuola. Il progetto, comunque, è pronto, e non appena riceveremo il via libera da Roma apriremo il cantiere”. In provincia di Piacenza, ad Alseno come ad Agazzano, i soldi stanziati dal governo, 35.000 per il primo Comune, 54.000 per il secondo, non bastano a finanziare gli interventi di cui le scuole primarie avrebbero bisogno, mentre il capoluogo aspetta i fondi di Roma (54.720 euro) per poter costruire una rampa d’accesso per disabili all’esterno delle medie Alighieri. In compenso sempre l’amministrazione di Piacenza ha ricevuto uno stanziamento da 600.000 euro nell’ambito di #scuolenuove, e cioè per il nido Vaiarini, chiuso a partire da quest’anno proprio a causa delle condizioni dell’edificio, e 14.000 euro da #scuolebelle. “Stiamo predisponendo la documentazione relativa ai progetti”, spiega l’assessore ai Lavori pubblici Giorgio Cisini, “ed entro il 15 ottobre presenteremo la progettazione esecutiva delle Vaiarini”.

Stesso discorso a Cesena, dove l’amministrazione aspetta i 27.000 euro che il governo Renzi ha stanziato per la scuola primaria Carducci. Paradossalmente, spiega il Comune, il progetto che la città aveva segnalato al ministero nei giorni in cui il premier democratico invitava l’Italia a spedire a Roma problemi e progetti relativi all’edilizia scolastica, quello, cioè, (economicamente cospicuo) relativo alle scuole San Vittore, è stato escluso dal piano varato a luglio, tuttavia almeno i fondi per le #scuolebelle, 15.400 euro, sono arrivati, e i lavori dovrebbero essere conclusi per l’inizio del nuovo anno scolastico. In provincia di Parma, a Borgo Val di Taro, il più grosso Comune dell’Appennino parmense, l’amministrazione è pronta a cominciare i lavori di ristrutturazione della scuola primaria Anna Frank, che comprendono l’adeguamento dell’impianto elettrico e la messa in sicurezza delle vetrate della palestra. “Le risorse, 109.000 euro – spiega il sindaco Diego Rossi – dovranno essere reperite nella prossima legge di stabilità. Quindi abbiamo i progetti esecutivi e siamo in attesa di una comunicazione circa i passaggi amministrativi da compiere, da parte del Miur. Dopo di che, appena avremo la certezza della disponibilità finanziaria, in 30 – 60 giorni indiremo le gare d’appalto. Il nostro obiettivo sarebbe fare i lavori durante le vacanze di Natale, ma vedremo cosa ci dirà il ministero”.

Anche Parma capoluogo non avvierà i cantieri prima del nuovo anno. Il Comune fa sapere che la richiesta presentata al governo era stata quella di allentare i lacci del patto di stabilità per poter effettuare interventi di edilizia scolastica alleprimarie Einaudi e alle medie Toscanini, cioè rimozione dell’amianto, copertura e isolamento termico (#scuolesicure), e affinché le risorse arrivino bisognerà aspettare il 2015. Situazione comune alla vicina Bondeno, in provincia di Ferrara, anch’essa vittima del terremoto, che come il resto dei Comuni del cratere da tempo lamenta i troppi limiti imposti dai vincoli di bilancio. “Per ora di fondi, 93.950 euro da #scuolesicure, non ne abbiamo ricevuti – racconta il sindacoAlan Fabbri – e tutti gli interventi di edilizia scolastica li abbiamo finanziati con le risorse della struttura commissariale o del Comune. Attendiamo”. A Ferrara, invece, si pensa ad anticipare eventualmente i soldi del governo qualora questi dovessero tardare troppo. “Se per costruire le due piattaforme elevatrici all’esterno delle scuole elementari di Francolino e di Pontelagoscuro, destinate ai bimbi con disabilità, per le quali il Miur ci ha promesso in tutto 100.000 euro, dovremo pagare in anticipo, lo faremo – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Aldo Modonesi – comunque i fondi dovrebbero già essere disponibili perché siamo in fase di gara d’appalto”.

Cantieri nel 2015 anche per Comacchio, la città dei Tre Ponti, a cui lo Stato ha riconosciuto 150.000 euro per il rifacimento del tetto delle scuole elementari Fattibello. “L’amministrazione – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Stefano Parmiani – dovrà affidare i lavori entro il 31 dicembre 2014, poi da gennaio 2015 verranno assegnate le risorse, quindi concretamente non abbiamo ancora ricevuto nulla”. #Scuolesicure nel 2015 pure a Reggio Emilia. Al capoluogo di provincia spettano 200.000 euro per interventi di manutenzione straordinaria nelle scuole elementari Pascoli, e 509.600 euro per la messa in sicurezza delle scuole dell’infanzia Pezzani. “Sicuramente – fa sapere il Comune – a prescindere da quando arriveranno i fondi, i lavori li faremo l’estate prossima, perché non è possibile ristrutturare con i bimbi che fanno lezione”. Nei prossimi mesi, invece, dovrebbe partire il cantiere alle scuole secondarie di primo grado Ricci Muratori del Comune di Ravenna, che per l’intervento conferma di aver già ricevuto i 50.000 euro previsti dallo Stato. Difficile dire, tuttavia, se sono già stati spesi i 266.000 euro che il governo ha dato a 14 scuole del territorio cittadino per opere di decoro, piccola manutenzione e ripristino funzionale: “I fondi vengono erogati dal Miur direttamente agli istituti, e ciascuno procede secondo i suoi tempi”. Anche se a Imola, Comune della provincia di Bologna, l’assessore alla Scuola Roberto Visani è già in grado di confermare che tutti i finanziamenti ministeriali sono stati impiegati per l’edilizia scolastica. “Abbiamo ricevuto 452.711 euro per la messa in sicurezza dell’Istituto comprensivo Carducci, e i lavori sono già stati ultimati. Stesso discorso per #scuolebelle, 127.400 euro erogati a 9 scuole della città”. Completamente imbiancate di fresco, poi, anche le Gianni Rodari di Crespellano, 8.400 euro di intervento pagato dallo Stato. Pure in Riviera si procede spediti. A Bellaria – Igea Marina, spesi i 15.400 euro per rendere più belle le scuole dell’infanzia Bosco Incantato e il Gabbiano, si pensa alla manutenzione straordinaria delle medie Panzini, in programma per l’autunno, mentre a Rimini il Comune ha già avviato in agosto i lavori finanziati dal governo con #scuolebelle: “134.000 euro per dieci istituti. Un bel segnale – spiega il vicesindaco Gloria Lisi – anche se sappiamo tutti che la scuola ha bisogno di ben altre risorse”.

Fuori dai finanziamenti dello Stato è rimasta invece Riccione, che pure di scuole da ristrutturare ne avrebbe almeno una: l’Istituto alberghiero “Savioli”, 830 studenti e un numero di aule insufficienti a ospitarli tutti. Problema che da tempo costringe i ragazzi a seguire le lezioni in pellegrinaggio in altre strutture, ad esempio nei sotterranei del liceo scientifico lì accanto, non sempre adatte all’attività accademica. L’istituto fa capo alla Provincia, e per questo i tempi per trovare una soluzione adeguata si sono allungati. “Tuttavia”, spiega il sindaco Renata Tosi, “a giorni metteremo a disposizione una nuova scuola media, che sarà adattata a ospitare parte degli studenti del Savioli. Quanto al piano di Renzi, i tecnici del Comune avevano, come tutti credo, presentato dei progetti, che però non hanno ricevuto alcun finanziamento. Dispiace essere stati esclusi, ma cercheremo altri fondi, regionali ed europei, per le nostre scuole”. Non c’è nel programma di intervento del presidente del Consiglio nemmeno la scuola elementare di Miramare (Rimini): la biblioteca dell’istituto è chiusa per infiltrazioni e manca una delle aule. La classe con il minor numero di bimbi finirà a fare lezione nell’auletta di sostegno, e chi avrà bisogno di un’insegnante di sostegno dovrà trovare uno spazio alternativo.