L’anoressia cambia forma. In Italia soffrono di disturbi alimentari circa tre milioni di persone. Il nuovo allarme, lanciato da Melissa Whitelaw studiosa del Royal Children’s Hospital di Melbourne, prende di mira quella forma di anoressia che non dà segni evidenti di magrezza.

Nolita campagna anti-anoressia di Oliviero Toscani“Ci ha sorpreso – ha spiegato la studiosa al quotidiano francese Le Figaro – vedere un numero così elevato di adolescenti anoressiche (9 volte su 10 si tratta di ragazze) con questo nuovo profilo, in un periodo di tempo così limitato”. Nel centro australiano le persone ‘normopeso’ rappresentavano l’8% del totale ma, ora, sono quasi il 50%. Spesso, prima dell’anoressia, questi ragazzi e ragazze hanno qualche chilo di più. I ricercatori invitano i genitori ad analizzare i comportamenti degli adolescenti in caso di dimagrimento veloce o di comportamento anomalo nei confronti del cibo. Ad essere prese di mira, in particolar modo sono le “diete fai da te” spesso pericolosissime. Nessuno dei ragazzi ricoverati nel centro australiano dove è stato eseguito lo studio,infatti, era stato seguito da un medico o da un nutrizionista durante la fase di dimagrimento. La percezione corporea e i comportamenti irrealistici verso il cibo sono i due fattori presi in considerazione da Melissa Whitelaw come cause principali di questa nuova forma di anoressia e invita pediatri e medici ad analizzare e informarsi su questa evoluzione della malattia.

La percezione corporea è un altro dei temi molto delicati che riguarda le adolescenti: le recenti statistiche dicono che 8 su 10 hanno una visione di sé distorta. Il mito della magrezza eccessiva le spinge in tunnel in cui alle volte è difficile venirne fuori. Ecco perché è fondamentale la prevenzione nelle scuole e la possibilità, fin da giovani, di avere all’interno del sistema scolastico uno psicologo a cui rivolgere le loro domande.