C’è voluto più di un mese per convincere l’Europa: una lunga trattativa tra i capi di Stato e qualche assicurazione. Poi la nomina: l’Italia, ovvero Federica Mogherini, ottiene la carica di Alto rappresentante per la politica estera (che diventa anche vice presidente della Commissione europea) e si insedierà dal primo novembre. Mentre Donald Tusk sarà presidente del Consiglio europeo. Prendono il posto di Catherine Ashton e di Herman Van Rompuy. “Auguri e buon lavoro”, ha scritto Matteo Renzi su Twitter. Entusiasta anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: “L’Italia ha ottenuto un importante riconoscimento e, soprattutto, ha dato un positivo contributo alla soluzione del problema dei nuovi incarichi di vertice dell’Unione Europea. E’ stata apprezzata l’indicazione, da parte del governo italiano, di una candidatura femminile”. Poi i messaggi di congratulazioni dei compagni di partito e di governo, ma anche dei presidenti di Camera e Senato. 

La nomina della Mogherini si trascina tormentata da settimane per un ruolo che ancora viene considerato di minore importanza. Da ministro degli esteri per il governo Renzi ad Alto rappresentante in Europa: si trova così catapultata a Bruxelles tra le accuse di inesperienza e qualche perplessità internazionale. “So che le sfide sono immani”, ha commentato, “soprattutto in questa fase. Abbiamo una crisi sul suolo europeo, in Ucraina e poi Iraq, Libia, Siria. Metterò tutta la mia energia e dedizione nell’interesse di tutti gli Stati membri e di ogni singolo cittadino. Sono 20 anni che sono coinvolta negli affari esteri ed europei, ho un po’ di esperienza istituzionale ma penso che l’esperienza che si matura attraverso il lavoro e la società civile sia altrettanto importante. Ho 41 anni, non sono giovanissima, ma l’età non si può cambiare. Quello che mi dà conforto è che il premier Renzi è più giovane di me, altri ministri europei lo sono, c’è un nuovo gruppo di leader europei e questo è molto positivo. Appartengo a una generazione che crede che l’Europa sia un sogno, dobbiamo lavorare perché non diventi un incubo”.

Non è stata una passeggiata per il governo Renzi. Prima le voci che volevano Massimo D’Alema o Enrico Letta come persone “più gradite” ai vertici europei, poi le accuse per il ministro degli esteri Mogherini di essere troppo filorussa e quindi poco vicina ai Paesi dell’Europa dell’est. Ma il presidente del Consiglio non ha voluto fare passi indietro: un nome e uno soltanto quello presentato ai colleghi dell’Ue. Senza alternative, correndo il rischio di essere sconfessato subito dopo l’inizio del semestre europeo a presidenza italiana.

Video di Alessio Pisanò

Che il vento era cambiato era già chiaro da alcuni giorni, con le assicurazioni arrivate in primo luogo dai socialdemocratici europei. Per Renzi le nomine sono fondamentali in vista dei prossimi mesi. Ed il fatto che Lady Pesc sia anche il primo vicepresidente della commissione europea consentirà al governo italiano di conoscere in anticipo i principali dossier economici sul tavolo dell’Ue. Perchè, nel rispetto del fiscal compact, Renzi punta a correggere la rotta dell’Ue per renderla “un luogo che serve ai cittadini”. Con questa determinazione si è presentato stamattina al vertice del Pse, convocato da Francois Hollande a Parigi per consolidare l’asse dei socialisti anche in vista delle scelte dei commissari. La crescita, ha detto il presidente del consiglio nel suo intervento al pre-vertice dei socialisti, “non è una richiesta dei Paesi che stanno peggio, è ciò che serve all’Europa”. L’impegno del presidente della commissione Jean Claude Juncker per i 300 miliardi di investimenti è considerato da Renzi molto positivo ma l’obiettivo è ora individuare una strategia comune per rilanciare la crescita, gli investimenti e rimettere in moto l’occupazione che, in Italia ma non solo, segna il passo. A questo, nelle intenzioni del governo, servirà il vertice del 7 ottobre che si svolgerà in Italia. “Noi rispettiamo tutte le regole, ma rispettare le regole non impedisce di prendere atto che c’è bisogno di più investimenti”, è la linea del premier impegnato a garantire l’affidabilità dell’Italia. Sia sul fronte del rispetto dei conti nella legge di stabilità sia soprattutto nella realizzazione delle riforme strutturali. Per questo, “passo dopo passo”, secondo il nuovo slogan inaugurato ieri, Renzi punta a dimostrare che l’Italia fa sul serio per cambiare sè stessa. E, in parallelo, nelle ambizioni di Renzi, anche l’Europa.

“Il nuovo team della leadership europea”, ha commentato durante l’annuncio ufficiale Van Rompuy, “è completo, congratulazioni. Avete il sostegno pieno del Consiglio europeo e questo è molto importante per me. Federica Mogherini sarà il volto dell’Ue. Il Consiglio europeo è convinto che si dimostrerà capace e in grado di difendere la posizione dell’Unione europea nel mondo. La nuova ‘Lady Pesc’ continuerà la tradizione italiana di forte impegno nei confronti dell’Unione europea”. Mentre su Tusk ha detto: “E’ uno dei membri più esperti del Consiglio europeo e la sua esperienza sarà utile sui tre fronti su cui è impegnata l’Unione che sono l’economia stagnante, il rapporto Ucraina-Russia e il ruolo della Gran Bretagna nell’Unione. Sarà uno statista per l’Europa”. Il leader polacco è intervenuto durante la conferenza stampa con gli obiettivi del suo mandato. “Coniugare disciplina di bilancio e crescita è una sfida possibile, in Polonia lo abbiamo fatto, non c’è contraddizione, e cercheremo di raggiungere questo obiettivo anche in Europa”.