Ottantaquattro violazioni contestate in sole due ore d’uso: il sistema elettronico “Targa System”, in uso da qualche mese, è salito agli onori della cronaca lo scorso lunedì, quando la polizia locale di Ciampino, Roma, ha annunciato di aver fatto ben 36 multe per circolazione con assicurazione scaduta e 48 per revisione scaduta grazie al nuovo apparecchio. Dall’inizio dell’anno, del resto, il Comando di Ciampino ha già registrato una decina di casi di incidenti stradali con feriti causati da veicoli privi di assicurazione. Il fenomeno, infatti, è molto più diffuso di quel che si pensi: secondo l’Aci, sono quattro milioni le auto che circolano in Italia senza assicurazione. Mine vaganti che, se coinvolte in un incidente, creano enormi disagi alle vittime e pesano sulle spalle di tutti coloro che l’assicurazione, invece, la pagano.

Per arginare il fenomeno, a giugno il ministero dell’Interno ha invitatato tutte le forse di polizia a “intensificare l’attività di controllo della copertura assicurativa dei veicoli” sulla base di una “black list” aggiornata dalla Motorizzazione Civile. Peccato, però, che la fase di prevenzione – informare i cittadini inadempienti che erano stati “beccati” e sollecitarli a mettersi in regola – prevista dalla legge del 2012 sia saltata per mancanza di fondi, e dunque si passi direttamente a quella della repressione. All’inizio dell’anno, infatti, il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Erasmo D’Angelis aveva annunciato che l’istituzione della black list serviva per sollecitare i cittadini “senza accanimento vessatorio“. Ma con una circolare di aprile il direttore generale della Motorizzazione, Maurizio Vitelli, ha informato il ministero degli Interni che, “tenuto conto delle risorse finanziarie delle quali questa Direzione può attualmente disporre”, i soldi per dare comunicazione agli interessati non ci sono, e dunque sarà il cittadino stesso che deve verificare, sul sito www.ilportaledellautomobilista.it, se è in regola con l’assicurazione o meno. 

Nel frattempo, alcune amministrazioni comunali, fra cui proprio Ciampino, si sono dotate del nuovo Targa System in grado di individuare nel traffico le auto senza assicurazione, oppure non revisionate o ancora rubate o sottoposte a sequestro. Il funzionamento è piuttosto semplice: una pattuglia posiziona la telecamera lungo la strada e il sistema “legge” tutte le targhe dei veicoli che passano, verificando in un tempo variabile fra 1 e 3 secondi se, secondo le banche dati del ministero dei Trasporti, sono in regola con l’RCA e la revisione. Nel caso in cui rilevi qualche irregolarità, il Targa System manda un avviso al tablet nelle mani dei vigili posizionati qualche centinaio di metri più avanti, che provvedono a fermare il mezzo per i controlli. Il sistema funziona anche di notte e con veicoli in movimento fino a una velocità di 160 km/h; è prodotto dalla Game Club di Grancona (Vicenza) e distribuito in esclusiva dalla ditta bolognese G. A. Europa Azzoroni. 

 

Poiché la contestazione viene fatta dalla polizia locale e non direttamente dal macchinario, il Targa System “non necessita di omologazioni e certificazioni”, come si legge sul sito dell’azienda. Piacerà alle amministrazioni locali perché “permette di rientrare rapidamente dell’investimento”, di realizzare “alti guadagni con il minimo sforzo” e perché “fornisce un’immagine positiva della polizia locale nei confronti dei cittadini onesti”. A proposito degli “alti guadagni”: la sanzione per chi circola con l’assicurazione scaduta è di 841 euro e il sequestro del veicolo, cui si aggiunge la sospensione della patente per un anno e la confisca del veicolo nel caso l’assicurazione sia falsa o contraffatta. Nel caso invece in cui si sia saltata la revisione (obbligatoria dopo quattro anni dall’acquisto del veicolo, e poi ogni due), si pagano 168 euro. Più pesante la multa per chi circola su un veicolo sottoposto a sequestro: 1.998 euro.

L’associazione dei consumatori Adoc è soddisfatta dell’adozione del Targa System che “può essere un valido mezzo di sostegno per migliorare la sicurezza stradale”, ma solleva “forti perplessità in un’ottica di privacy” e denuncia che il sistema non risolve il problema delle auto immatricolate all’estero, “in particolare quelle di grossa cilindrata, vere e proprie vetture ‘fantasma’ che mettono in pericolo la sicurezza stradale e eludono il fisco”.