A Donetsk i separatisti filorussi hanno costretto militari, prigionieri di guerra e ostaggi, a sfilare nel centro della città con le mani dietro la schiena, tra la gente riunita che gridava loro “fascisti“. Dopo il loro passaggio i miliziani hanno provocatoriamente ripulito la strada e hanno esposto nella piazza principale della città i resti dei veicoli dell’esercito ucraino distrutti e crivellati di colpi. Dagli altoparlanti risuonavano canzoni russe nazionaliste, mentre molti posavano per le foto davanti ai carri armati distrutti. Uno degli spettatori ha afferrato una bandiera ucraina dalle lamiere di tank bruciato e l’ha gettata a terra; a quel punto diverse altre persone l’hanno calpestata e ci hanno sputato sopra. 

La manifestazione è stata organizzata in risposta alla parata militare che si è svolta oggi a Kiev per celebrare l’anniversario dell’indipendenza Ucraina: “Oggi è il Giorno dell’indipendenza di quella che era l’Ucraina e guardate cos’è successo ai loro equipaggiamenti, questo è ciò che è diventata”, ha detto una combattente che si è identificata con il nome di battaglia, Nursa. Nella manifestazione hanno sfilato anche decine di ribelli in una piccola parata: si sono radunati in formazione e poi si sono subito dispersi quando sono stati esplosi colpi di artiglieria.

Nell’est del Paese si continua a combattere. Tre civili sono stati uccisi ed altri sono rimasti feriti durante un bombardamento che ha colpito una chiesa durante una messa nella regione di Donetsk, nel villaggio di Kirovske: lo rende noto la chiesa ortodossa ucraina subordinata al patriarcato di Mosca. Altri 2 civili sono morti in un ospedale centrato da un colpo di artiglieria.

Negli ultimi scontri sono morti 722 soldati e il bilancio delle ultime 24 ore è di cinque soldati morti e otto feriti. Lo riferisce il portavoce del Consiglio nazionale ucraino di sicurezza, Andriy Lysenko, aggiungendo che sempre nelle ultime 24 ore a Luhansk 68 civili sono rimasti feriti. La cancelliera tedesca Angela Merkel, intervistata negli studi berlinesi dell’emittente ARD, ha detto che tra Russia e Ucraina “la situazione è molto fragile” e “molto pericolosa”, ma ha rassicurato che non si arriverà “a una risoluzione armata della crisi”. “Io sono anche per l’integrità territoriale dell’Ucraina – ha aggiunto –  che vuole anche il Poroshenko”.