Venezia mi fa tornare ragazza,quando 30 anni fa, giovanissima consigliere di Italia Nostra, insieme a Bagatti Valsecchi, Fabrizio Giovenale e Antonio Jannello, ci occupammo dei pericoli che la Laguna stava correndo per via di Piani urbanistici scellerati e del problema della profondità delle Bocche di Porto al Malamocco, ma adesso tiriamo un sospiro di sollievo: tante battaglie, comprese quelle dell’infaticabile Lidia Fersuoch (Pres. Italia Nostra Venezia), sono da ieri state vinte…o no? Finalmente i mostri marini moderni non s’inchineranno più a San Marco?

Mah, forse è un altro provvedimento che fa fino e non impegna…eh no questa volta non fa neanche fino, perché il problema è solo spostato più in là. Ed impegna, perché ci costa più di 115 milioni che potrebbero essere impegnati per il recupero architettonico della città, non solo della parte aulica, ma anche di quella cosiddetta Venezia minore così bella, così struggente, così degradata…e comporta anche la perdita del paesaggio, del quadro… (sempre per citare la L. 1497/39) che imponeva di tutelare “le bellezze panoramiche come quadri naturali e così pure i punti di vista accessibili dai quali si goda lo spettacolo di queste bellezze”. Legge che ha consentito di conservare ancora quel poco che resta di integralmente fruibile dei Beni Culturali senza compromessi.

E’ veramente da film horror osservare questi mostri marini a ridosso della ex Repubblica (Stai) Serenissima, tronfii e rigurgitanti di ansiosi amanti della città lagunare, pronti a vedere la città dalle sdraio, oppure a scendere pochi minuti a consumare un gelato, per ritornare appagati sulla nave-città. Se i crocieristi amassero davvero Venezia, come sostengono gli armatori, dovrebbero essere i primi a porsi il problema di tutelarla e quindi compiere un viaggetto in treno, scendere a S. Lucia e godersela a piedi, magari soggiornando più giorni (per coloro che non si possono permettere un hotel in città, ci sono quelli poco costosi nelle vicinanze). Invece il turismo becero, che in Italia non porta niente al nostro Pil, viene incoraggiato anche nella splendida ed “unica” Venezia. Ennesimo patrimonio che rischia il declassamento o l’esclusione dai siti Unesco, così come Caserta, Pompei ed altre unicità italiane.

Dopo anni di studi, perizie, consulenze e comitati, costati alla collettività fior di quattrini su come salvaguardare la Laguna, si è arrivati ancora una volta ad una non soluzione. E così come scrive e ricorda la già citata Lidia Fersuoch, il Via (Valutazione Impatto Ambientale) del 1998 diede esito negativo anche al Progetto Mose, provvedimento purtroppo mai reso attuativo per via del non esecutività del successivo decreto, per vizi formali. La sostanza però resta ed i vari studi di società d’ingegneria indipendenti, come la francese Principia, hanno dimostrato la non esaustività del decantato progetto Mose. In più il Canale della Contorta, alternativa ieri proposta per il passaggio delle grandi navi,sarebbe un Canale dei Petroli bis pronto a distruggere i caratteri morfologici della Laguna Centrale per sempre.