Venezia libera dalle navi da crociera ma non prima di (almeno) 21 mesi. La soluzione scelta dal Governo non accontenta tutti e infiamma la polemica con il portavoce del comitato No Grandi Navi che sibila: “Se qualcuno vuole trasformare la laguna di Venezia in una Val di Susa questa è la strada. La lezione del Mose non ha insegnato niente a nessuno. Si va avanti con scelte verticistiche, colpi di mano, forzature. Evidentemente anche nel contesto veneziano Renzi ha svelato il suo volto antidemocratico”. 

Le Grandi Navi non passeranno più davanti a piazza San Marco e transiteranno nel Canale della Giudecca come impone il decreto legge Clini-Passera emesso all’indomani della tragedia della Costa Concordia all’isola del Giglio. Per vedere i bisonti del mare, alti come palazzi da 14 piani, non oscurare più uno dei paesaggi più belli del mondo (quest’anno è stato calcolato che in transito ce ne saranno alla fine della stagione 708), bisognerà, però, attendere quasi due anni, ovvero il tempo minimo necessario perché la soluzione alternativa del passaggio nel canale Contorta-Sant’Angelo scelta dalla riunione del Comitatone presieduto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio dovrà prima passare l’esame della Via (Valutazione impatto ambientale) che si dovrà esprimere entro 90 giorni e quindi avrà altri 18 mesi di tempo per la realizzazione. Vince, dunque, quella che era la soluzione che era stata prospettata come la migliore dal presidente dell’Autorità Portuale, l’ex sindaco di Venezia e ministro, Paolo Costa, ne resta al palo una seconda come quella preferita dalla Vtp (Venice Terminal Passeggeri) che gestisce il traffico del porto di Venezia e che era stata “sposata” dal sottosegretario all’Economia, il commercialista veneziano Enrico Zanetti (Scelta Civica).

Il canale costerà 115 milioni, Zaia: “Decisioni unanime”.  115 milioni di euro è quanto costerà il canale, metà dei soldi serviranno per l’escavo dei fanghi e l’altra metà alla ricostruzione morfologica. Sarà largo 100 metri e lungo 4,8 chilometri. Venerdì mattina a Roma la notizia tanto attesa non solo dalle compagnie crocieristiche, ma anche dai Comitati No Grandi Navi che da mesi si battono contro il passaggio dei bisonti del mare in Laguna è stata data per primo da un tweet del presidente della Regione Veneto Luca Zaia. “C’è stata una decisione unanime – ha scritto il governatore del Veneto -: quella di avviare da subito il canale della Contorta Sant’Angelo alla valutazione di impatto ambientale, di valutare eventualmente altri progetti e soprattutto l’unanimità di far uscire le grandi navi da San Marco e dalla Giudecca. I tempi sono quelli della burocrazia, spero che si faccia velocemente. L’applicazione del decreto Clini – Passera è comunque un obiettivo da raggiungere: tutte le grandi navi sopra le 40 mila tonnellate dovranno stare fuori dal bacino di San Marco e dal Canale della Giudecca. La tempistica, però, la detta la procedura. Io spero che si faccia velocemente e anche per questo è fondamentale andare subito alla valutazione di impatto ambientale”.

Costa (Aurtorità portuale): “Unico progetto capace di allontanare le navi da San Marco”. Quello del canale Contort-Sant’Angelo era il solo progetto capace di allontanare le navi da San Marco mantenendo l’eccellenza crocieristica veneziana” il commento del presidente dell’Autorità portuale di Venezia Paolo Costa. “Nel lungo periodo è possibile mettere mano alla revisione del piano regolatore portuale per verificare se sia possibile, in uno scenario post offshore petrolifero e di container, se il canale Malamocco Marghera sarà in grado di sostenere anche navi da crociera. Se sì, si potrà immaginare una stazione passeggeri marittima a Marghera. Il piano – puntualizza – è oggi in una versione che si occupa anche del recupero morfologico della laguna centrale”. Il quarto punto, come previsto dalla legge sull’impatto ambientale, conclude Costa, prevede che “qualora altre ipotesi progettuali raggiungessero il livello di accettabilità funzionale da parte dell’Autorità portuale e marittima verrebbero anch’esse sottoposte al Via. Da ultimo, su richiesta del ministro Franceschini, il governo tradurrà in norme l’accordo volontario con le compagnie di navigazione per il rispetto dei limiti al traffico davanti a San Marco per il 2014 e il 2015 previsti dall’ordinanza della Capitaneria di porto che il Tar ha sospeso e che oggi sono applicati in via solo volontaria e cioè la limitazione al passaggio delle navi non superiori a 96mila tonnellate a partire dal novembre prossimo”.

Il commissario prefettizio: “Decisione eminentemente  politica non ho votato”. Da registrare anche la posizione del Commissario prefettizio Vittorio Zappalorto che ha presenziato al Comitatone ma non ha votato la soluzione finale del Contorta. “Essendo la decisione che si stava per prendere di natura eminentemente politica, dopo aver sentito le forze politiche e gli ex sindaci della città, ho ritenuto, pur essendo presente ai lavori, di non partecipare al voto finale che ha portato alla scelta dello scavo del nuovo canale. Ho una mia personale opinione – ha riferito in seguito Zappalorto – ma non essendo la mia una carica elettiva, non mi sento di rappresentarla come fosse la scelta della comunità veneziana”. Contrario al Contorta anche l’ex assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin. “Come volevasi dimostrare. Il blitz di Ferragosto, con cui si è convocato il Comitatone per decidere sulle grandi navi, si è concluso come, da facili profeti, avevamo denunciato: con la scelta di sottoporre a Valutazione di Impatto Ambientale il solo progetto dello scavo del Canale Contorta-Sant’Angelo. Una scelta compiuta in assenza di una democratica rappresentanza del Comune. Ministeri ed Enti che sono stati fino al collo condizionati dalla cricca del Mose decidono ancora una volta sulla testa della città, la cui amministrazione, per esplicita conferma della stessa Procura, in quanto tale è stata del tutto estranea allo scandalo Mose. Una vera beffa, corredata di danni enormi”.