La tregua non ha portato alla fine del conflitto. Non sono neppure passare le 72 ore di cessate il fuoco per consentire i colloqui indiretti al Cairo e fermare in modo duraturo i combattimenti, e torna alta la tensione nella Striscia. Per l’esercito israeliano, “i terroristi hanno violato la tregua” e tre ore prima dello scadere dei tre giorni di negoziati egiziani, diversi razzi sono stati lanciati da Gaza contro Israele. Di lì a poco, sono ripresi i raid dell’esercito di Tel Aviv su tutta la Striscia. Sul fronte opposto, Hamas ha negato di aver lanciato razzi contro lo Stato ebraico prima della fine della tregua. L’esponente dell’ufficio politico di Hamas, Izzat al Risheq, ha invece accusato la delegazione di Gerusalemme di essere “responsabile del mancato accordo per un cessate il fuoco”, sostenendo che i palestinesi al Cairo “non hanno avuto alcuna risposta” alle richieste avanzate tramite la mediazione egiziana.

 

Nuovi raid: cinque morti tra cui due bambini
Un bambino di 10 anni è la prima vittima della ripresa delle ostilità. Lo dice il ministero della Sanità di Gaza, sottolineando che da quanto il conflitto è ricominciato, sono cinque i morti palestinesi (di cui due bambini) e trenta i feriti a Gaza. Da questa mattina, Israele ha lanciato dieci attacchi aerei. Il premier Netanyahu e il ministro della difesa Moshe Yalon hanno dato ordine all’esercito israeliano di rispondere “con forza” al lancio di razzi di Hamas, e l’aviazione militare ha comunicato di avere ricominciato a “colpire obiettivi” nel territorio di Gaza. Sul fronte opposto, una trentina di razzi sono stati sparati dalla Striscia, ferendo due israeliani. 
Fonti mediche comunicano, inoltre, che un ragazzo palestinese é stato ucciso oggi da soldati israeliani in Cisgiordania nel corso di una manifestazione contro l’offensiva nella Striscia di Gaza. Il giovane di 19 anni é morto durante gli scontri vicino alla colonia di Psagot, tra Gerusalemme e la città di Ramallah. L’esercito israeliano ha fatto sapere di aver avviato indagini. Decine di palestinesi di Cisgiordania cono stati feriti oggi dalle forze di sicurezza israeliane durante un’altra manifestazione a Hebron: i due uomini in condizioni più gravi sono stati feriti da proiettili veri.

Congelati i negoziati indiretti del Cairo
A lungo i negoziatori palestinesi al Cairo hanno lasciato in sospeso di rinnovare per altre 72 ore la tregua umanitaria, così come proposto dai mediatori egiziani. Ma a poche ore dalla scadenza del primo cessate il fuoco è arrivata la marcia indietro, e anche se Hamas ha reso noto di voler proseguire nei negoziati indiretti, sembra che la delegazione israeliana abbia abbandonato l’Egitto. Secondo una fonte autorizzata del ministero degli Affari esteri egiziano, invece, “gli sforzi per riprendere i negoziati non si sono interrotti” e le delegazioni di palestinesi ed israeliani sono sempre al Cairo.

Egitto: “Colloqui arenati su rilascio detenuti e costruzione porto a Gaza”
È la reazione di Israele alla richiesta palestinese di rilasciare i detenuti nelle carceri israeliane e di costruire un porto nella Striscia che ha fatto arenare i colloqui indiretti che si sono svolti al Cairo durante le 72 ore di tregua umanitaria. Lo riferiscono fonti ufficiali egiziane all’agenzia di stampa Anadolu. “Nell’ultimo round di colloqui, Israele non ha continuato a chiedere di disarmare la resistenza, ma ha insistito nel non volere la costruzione di un porto sulla costa di Gaza”, ha spiegato la fonte egiziana. Netanyahu ha anche rifiutato il rilascio delle centinaia di prigionieri arrestati da giugno in Cisgiordania durante le operazioni di ricerca dei tre giovani israeliani i cui corpi sono stati poi rinvenuti senza vita vicino a Hebron. “Israele si è anche rifiutata di rilasciare l’ultima tranche di detenuti palestinesi, che sono stati arrestati prima della firma degli accordi di Oslo e che dovevano essere scarcerati a giugno”, ha detto un’altra fonte ufficiale del Cairo all’Anadolu. Tra i nodi centrali per la definizione di un cessate il fuoco permanente, resta anche l’embargo imposto da Israele alla Striscia nel 2006, conditio sine qua non per Hamas per accettare una tregua. Per Israele, invece, il blocco continuerà fino a che la Striscia non sarà smilitarizzata. Colloqui al Cairo congelati, quindi, “finché Hamas continuerà a tirare razzi su Israele”, fa sapere il governo israeliano. 

Egitto: appello per un nuovo cessate il fuoco
Le autorità egiziane hanno rivolto un appello a Israele e a Hamas per una nuova tregua nella Striscia di Gaza per permettere ai negoziati indiretti in corso al Cairo di andare avanti e arrivare a un cessate il fuoco duraturo. La richiesta di un cessate il fuoco fino alle 20 di questa sera (le 19 in Italia) è stata formulata dal ministero degli Esteri egiziano. “È stato raggiunto un accordo sulla maggior parte delle questioni che stanno a cuore al popolo palestinese e restano senza soluzione questioni davvero limitate”, ha fatto sapere il ministero degli Esteri al Cairo. “Questo dovrebbe imporre di rinnovare il cessate il fuoco”, ha aggiunto.

Migliaia di civili palestinesi in fuga
Sono migliaia i palestinesi che hanno deciso di lasciare le proprie case nelle zone a est di Gaza: migliaia di persone in fuga da Shujayya, dal quartiere di Zaytoun, dal distretto di Tuffah, dalla zona di Johr Ad Dik, dal campo rifugiati di al-Bureij. Tante famiglie, stando a quanto riportano i media locali, stanno lasciando le proprie case a bordo di macchine e carretti diretti verso le zone centrali e a ovest della Striscia. La maggior parte di loro, secondo le testimonianze, cerca rifugio nelle scuole gestite dall’Onu a Gaza.