Giovanni Errani, fratello del governatore dell’Emilia Romagna Vasco, è stato condannato in primo grado a 2 anni e mezzo per truffa ai danni della Regione. Il caso è quello del milione di euro che la coop Terremerse, guidata proprio da Giovanni Errani, ottenne nel 2006 per la costruzione di una cantina. Il presidente della Regione, ora dimissionario, era stato condannato in appello a inizio luglio per falso ideologico in un altro filone della stessa inchiesta.

L’inizio della vicenda giudiziaria risale al 2009, quando un articolo de il Giornale aveva accusato per la prima volta la coop di aver ricevuto i fondi in maniera illecita. Vasco Errani allora presentò una relazione spontanea sulla vicenda sia in procura della Repubblica che in consiglio regionale. Tuttavia, sostiene l’accusa, su quel documento fece scrivere delle cose false per coprire le irregolarità del congiunto. Secondo il pubblico ministero Antonella Scandellari i lavori della cantina di Imola, non vennero ultimati entro il termine previsto per ottenere i finanziamenti da parte della Regione, cioè il 31 maggio 2006. Tuttavia la cooperativa, secondo la pm, presentò delle carte false per affermare di avere chiuso in tempo i cantieri e un ispettore della Regione (condannato già lo scorso anno in primo grado) le certificò, facendo apparire ultimato lo stabilimento, quando in realtà i lavori andarono avanti sino al 2007.

Ma siccome per questa parte iniziale della vicenda la mannaia della prescrizione era già arrivata, il giudice ha punito solo l’ultima parte della truffa contestata a Giovanni Errani (avvenuta nel 2008, quindi in tempi più recenti): cioè il momento dello svincolo di una fidejussione da parte della Regione. Fidejussione che nel 2006 era stata messa in campo da Terremerse per poter ottenere il finanziamento e che fu ottenuta indietro, sancisce ora il giudice Buttelli, facendo credere alla Regione di avere terminato quei lavori per la cantina in tempo. Oggi il giudice del tribunale di Bologna, Nadia Buttelli ha disposto anche la confisca (del valore di quasi un milione di euro costituito principalmente da immobili) dei beni sequestrati durante le indagini, sia per Errani che per Gianpaolo Lucchi, progettista della cantina Terremerse condannato a un anno e sei mesi (pena sospesa). Errani e Lucchi, in conseguenza della condanna avranno inoltre il divieto di concludere contratti con la pubblica amministrazione per i prossimi tre anni. Il giudice ha invece assolto Alessandro Zanotti, responsabile della sicurezza, da tutti i reati. Gli avvocati hanno già preannunciato ricorso in attesa delle motivazioni (attese in 90 giorni). Tuttavia, già in appello anche sulla vicenda della fidejussione, potrebbe cadere la prescrizione.

In serata arriva la replica di Giovanni Errani: “Si conclude il primo atto di questa sconcertante vicenda, con una sentenza che ritengo ingiusta e sproporzionata. Nell’annunciare comunque ricorso in appello attendo impaziente di conoscere le motivazioni della decisione. Mi ritengo totalmente estraneo ai reati che mi vengono imputati – ribadisce -, tuttavia confido nella giustizia affinché nel prossimo grado di giudizio si affermi la mia innocenza. La Cantina in oggetto è ubicata in via Bicocca a Imola e svolge da anni la sua attività fornendo ad oltre 700 Soci servizi utili, apprezzati e decisivi nella formazione del loro reddito. Il finanziamento è stato richiesto in modo trasparente utilizzando, come tutte le altre Cooperative, fondi pubblici previsti dal piano di sviluppo rurale”. E conclude: “Appaiono pertanto inconsistenti le tesi in base alle quali Terremerse avrebbe tentato di superare presunte difficoltà economiche con quel finanziamento. Le certificazioni di bilancio, condotte da Società esterne, dimostrano l’ininfluenza della situazione finanziaria della cooperativa sul caso in questione. Terremerse non ha beneficiato di alcun favore nell’ottenimento del finanziamento”.