Ho iniziato a lavorare in questo meraviglioso mestiere precario che è il cinema nel ’50. Ero incantato la mia prima volta sul set. Così un macchinista mi si è avvicinato dicendomi: “A’ Monta’, te piace il mondo der cinema?” Si. “Sta attento. Er cinema è in crisi”. Era così già 74 anni fa. Fate voi!” 

È stato il ricordo di Giuliano Montaldo, presidente della giuria Cinema per i Premi Flaiano durante la premiazione di domenica a Pescara, in risposta a una domanda sulla salute del cinema posta dalla presentatrice Arianna Ciampoli. Kermesse a portata di popolo, in una piazza del centro della città adriatica ha visto tra i numerosi giurati presenti Masolino D’Amico per il Teatro e Ugo Gregoretti per la Televisione. 

I Pegaso D’Oro per il Teatro sono stati assegnati quest’anno a Luca De Filippo per la Carriera, attualmente in preparazione di un film sul testo de La Tempesta di Shakespeare, ma ambientato sulla costa settentrionale della Sardegna. Per il Musical i cavallini alati sono andati a Massimo Romeo Piparo e Feysal Bonciani: regista/produttore e protagonista di Jesus Christ Superstar nella parte di Giuda. Con il live di Superstar alla voce graffiante del nuovo e giovanissimo erede di Carl Anderson. Facce note sul palcoscenico e su grande schermo, sono state chiamate sotto i riflettori abruzzesi Milena Vukotic come interprete per C come Chanel, Vincenzo Salemme per il suo Il diavolo custode e Elio De Capitani per la regia di Morte di un commesso viaggiatore, dramma di Arthur Miller

Per la sezione Cinema i premi sono stati ritirati da Paola Cortellesi per Sotto una buona stella, che ha ricordato scrittura e opere di Ennio Flaiano attraverso le sue sceneggiature. Poi da Marco Giallini, protagonista della commedia Tutta colpa di Freud sono iniziati siparietti di battute con gli altri premiati seduti nelle prime file. Come Alessandro Preziosi, che ha ricambiato con allegria da ritrovo tra amici al momento del suo Pegaso per la parte di Don Diana nel film tv Per amore del mio popolo. Per la regia, Paolo Virzì ha continuato la sua scia di premi raccolti da Il capitale umano, redarguendo stavolta il premio speciale Alessandro Siani per qualche scivolata comica un po’ avventurosa durante il ritiro del suo Pegaso. 

Forse non varrà proprio per tutti gli attori, ma il pensiero di riconoscenza del premio alla Carriera Istvan Szabo, premio Oscar e ospite speciale della serata, è stato uno dei più sentiti e originali: “Purtroppo un regista non può nuotare bene come un delfino, non può volare come un uccello, non può correre veloce come un cavallo. Questo però possono farlo gli attori. E per questo vanno ringraziati”. Mentre il Pegaso d’Oro come attrice esordiente è stato assegnato a Lucrezia Guidone, solare promessa portata in luce da Luca Ronconi e poi tra i protagonisti di Noi 4. Il premio Nuovo Cinema Italiano – Concorso Mibact (all’interno del Flaiano Film Festival tenutosi a giugno invece), deciso dalla giuria popolare insieme a quella tecnica, ha visto trionfare tra i sette titoli in gara Il Terzo Tempo di Enrico Maria Artale, regista al primo lungometraggio di finzione dopo l’esordio documentaristico sul rugby del dopo terremoto I giganti dell’Aquila

Particolarità dei Premi Flaiano è l’interesse multisettoriale per i media e la cultura, così, dalla trasversalità dell’autore, sceneggiatore, critico, satiro e romanziere che ha ispirato la manifestazione abruzzese vengono anche i vari ambiti abbracciati da essa. Per la Letteratura è stato il turno di Sebastiano Vassali, autore del romanzo Terre selvagge. Per la Radio il Pegaso è andato a Musica Maestro, di Armando Torno, in onda su Radio 24. E attrice chiamata sul palco per la Televisione è stata Micaela Ramazzotti, grazie il suo personaggio in Un matrimonio, film tivù di Pupi Avati.

Hanno chiuso la lista dei premiati Flavio Insinna, viso popolare del preserale di Stato Affari tuoi, e Giacomo Zito, autore prima radiofonico e ora televisivo, su SkyArte, di Destini Incrociati Hotel, che è intervenuto ricordando l’importanza della scrittura: “Viviamo in un’epoca di contaminazione, dove la parola scritta può generare tante cose. Può creare programmi radiofonici o televisivi come questo. A breve realizzeremo anche un libro, sempre tratto da questo format e con illustrazioni prese dal programma. La parola genera tanti scenari, trasforma la realtà, perciò viva la parola”.