“La stupidità ha fatto progressi enormi. È un sole che non si può più guardare fissamente. Grazie ai mezzi di comunicazione, non è più nemmeno la stessa, si nutre di altri miti, si vende moltissimo, ha ridicolizzato il buon senso, spande il terrore intorno a sé”

Folgorante autore di aforismi e pensieri satirici quanto corrosivi divenuti piccoli totem letterari o detti (im)popolari, Ennio Flaiano lasciò la scrittura, il cinema e questo mondo nel 1972. L’anno dopo Eduardo Tiboni, amico ed estimatore dello sceneggiatore pescarese di 8 e ½, La dolce vita e I vitelloni di Fellini, compreso tanto grande cinema tra gli anni cinquanta e i sessanta, per ricordarlo, diede vita ai Premi Flaiano. La kermesse culturale diventata tradizione per gli addetti ai lavori, ma non proprio altrettanto per i media e per il grande pubblico dei Festival. In quarant’anni ha premiato grandi nomi nei diversi campi della cultura mediatica: letteratura, cinema, teatro, televisione e radio. E un fiume di ospiti italiani e internazionali: star di Hollywood, autori di best seller, premi Oscar, Nobel, registi, musicisti, scienziati, e poeti (niente santi, né navigatori).

Parte importante della manifestazione estiva a ripopolare le sale pescaresi, in questo periodo solitamente languenti per il defluire verso spiagge e riviera come in ogni località di mare che si rispetti è il Flaiano Film Festival: dal 27 giugno al 6 luglio una selezione dei film più interessanti della stagione divisi quest’anno in cinque sezioni, con anteprime e incontri. Per il Nuovo Cinema Italiano – Concorso Mibact sono in gara produzioni sostenute dal Ministero dei Beni Culturali tra le quali Il mondo fino in fondo, road movie andino di due fratelli agli antipodi e La mia classe, delizioso docufilm sull’integrazione con Valerio Mastrandrea. Proprio per questo lungometraggio apre il festival l’incontro del pubblico in sala con il regista Daniele Gaglianone e il produttore Gianluca Arcopinto.

La sezione Europa porta sul grande schermo abruzzese piccole e grandi produzioni, da Grand Budapest Hotel, film all star di Wes Anderson a I fratelli Karamazov, potente opera metateatrale portata in Italia da Distribuzione Indipendente; da Still Life, film emozionante di Uberto Pasolini a Marina, vibrante biopic sul cantautore Rocco Granata. Panorama Italiano è l’ampia selezione dedicata al cinema di casa nostra. Tra i titoli Le meraviglie, recente vincitore del Gran Premio della Giuria a Cannes, La sedia della felicità, commedia postuma di Carlo Mazzacurati e l’anteprima dell’horror ambientato tra le montagne abruzzesi Sangue nero, che verrà presentato con gli interventi dei protagonisti.

Per le proiezioni dal resto del mondo, la sezione Extra ospita una bella lista di lungometraggi assortiti. Dai preziosi e pluripremiati Lei e Dallas Buyers Club allo spettacolare sci-fi made in Corea Snowpiercer, e dal Blue Jasmine di Woody Allen, con un’indimenticabile Cate Blanchett, all’anteprima della commedia natalizia sui quattro ex di una boy band The Best Man Holiday, in uscita il 3 luglio. E oltre ai citati ci saranno opere da ogni continente.

Parallelamente omaggi a Sergio Leone, Massimo Troisi e Suso Cecchi D’Amico con i loro film più rappresentativi e una retrospettiva su Pietro Germi per il centenario dalla sua nascita. Mentre una giuria popolare e una tecnica – composta dalla giornalista Laura Delli Colli, Paolo Pozzi di Medusa Film e Georgette Ranucci di Lucky Red – sono deputate alla scelta dei premiati per le diverse categorie.

Il Flaiano Film Festival decolla di nuovo nonostante le difficoltà dei finanziamenti sbloccati a singhiozzo e con il contagocce. Quest’anno più che mai. Un appuntamento con la cultura e il cinema unico per location e per partecipazione calorosa che ogni anno gli ospiti regalano all’evento. L’informazione non locale lo snobba piuttosto sistematicamente. Forse perché il peccato originale del Flaiano è di non proporre un numero interessante di anteprime, la vera leva di disinteresse per la stampa nazionale già sazia insieme ai suoi lettori della scorpacciata di titoli passati precedentemente ai box office.  

Sta di fatto che arrivati all’edizione 41, anche dopo il felice innesto di un dopofestival di visioni gratuite in sei piazze della città adriatica, il Flaiano deve ancora crescere, maturare e farsi scoprire da nuovo pubblico e distribuzioni che vorranno fidarsene per presentare i loro gioielli digitali o in celluloide.