Un tuffo nel Novecento, con la storia dell’Europa e dell’eterna lotta fra violenza e non violenza. Senza dimenticare le più scottanti problematiche dei nostri giorni: la bellezza e la fragilità dell’Italia e delle sue periferie, viste con gli occhi dell’architetto e senatore a vita Renzo Piano; e le “nuove responsabilità” dei cittadini nella società contemporanea dei consumi e dello spreco. Sono queste le scelte del Ministero per le tracce della Maturità 2014 sulle materie di natura storica, politica ed economica. Tracce per certi versi sorprendenti, che non hanno confermato quasi in nulla le previsioni della vigilia. E anche deludenti, secondo il parere di Giovanni Sabbatucci, storico e professore ordinario all’Università La Sapienza di Roma, autore di diversi saggi e anche di uno dei manuale di storia italiana più studiati sui banchi di scuola. “Sono temi, soprattutto quello storico, di insostenibile vaghezza. Gli argomenti sono abbastanza convenzionali, di Europa e non violenza si parla sempre tanto. Ma le indicazioni della traccia sono troppo generiche, e consentono sostanzialmente di parlare di ciò che si vuole. È vero che nelle maglie larghe lo studente può meglio esprimere la propria capacità di riflessione, ma l’esame di maturità – specie nella traccia storica – dovrebbe mettere alla prova l’impianto nozionistico dei candidati. Cosa che mi pare quest’anno avvenga poco”, spiega a ilfattoquotidiano.it Sabbatucci. Sulla stessa linea anche Roberto Perotti, professore ordinario all’Università Bocconi di Milano, sulla traccia socio-economica: “Come spesso accade in questi casi, mi sembra un tema abbastanza generico che si presta troppo ai luoghi comuni”.

Europa 1914-2014 – Per il tema storico (Tipologia C), l’Europa era comunque uno degli argomenti più gettonati alla vigilia. Il Ministero, però, ha scelto di affrontarlo in maniera molto generica: il centesimo anniversario dello scoppio della Prima Guerra Mondiale (altro tema papabile, nel toto-tracce di ieri) viene preso come spunto per una riflessione sul nostro continente. “Manca del tutto, però, un’indicazione specifica”, spiega Sabbatucci. La traccia, infatti, chiede al candidato di esaminare la questione sotto almeno tre profili a scelta tra forme istituzionali degli Stati, stratificazione sociale, rapporti fra istituzioni e cittadini, sistemi di alleanze, rapporti fra gli Stati europei e rapporti con il resto del mondo. “Praticamente tutto e niente”, sottolinea il professore ordinario alla Sapienza. “Il secolo che abbiamo alle spalle, breve o lungo che lo si voglia definire, comprende una serie di epoche diversissime tra loro. Già su uno solo dei profili elencati si sarebbero potute scrivere pagine e pagine: ad esempio quello sulle varie forme istituzionali, che sono cambiate e cambiano tuttora, mi pare molto interessante. Ma mischiarne addirittura tre, del tutto eterogenei fra loro come possono essere i rapporti esterni ed interni fra gli Stati, mi pare troppo”. Il rischio è di fare confusione. O approfittarsene: “Lo studente ci si può perdere. Oppure, se è furbo, può accennare solo alcuni aspetti e dilungarsi su ciò che preferisce. Ma così diventa impossibile testare la sua reale preparazione”.

Violenza e non violenza nel Novecento – Il saggio breve o articolo di giornale (Tipologia B) di argomento storico-politico ha puntato invece sul tema della violenza e della non violenza, nel corso del Novecento. “È forse la traccia meglio strutturata”, prosegue Sabbatucci. “Non certo originale, perché parliamo di un argomento molto diffuso. Ma offre spunti interessanti e anche una certa libertà di movimento al candidato: la si può affrontare dal punto di vista storico, degli eventi che hanno segnato il secolo scorso; oppure più filosofico e concettuale”. E infatti in questa direzione vanno anche i riferimenti offerti dal Ministero, che ha allegato alla traccia brani di George Mosse (da “Le guerre mondiali”), Walter Benjamin (“Per la critica della violenza”) e Hannah Arendt (“Sulla violenza”). Anche qui, però, una specifica: “Gli studenti devono comunque fare attenzione – aggiunge Sabbatucci – perché se il concetto di non violenza è abbastanza chiaro, quello di violenza è estremamente variegato. Ma con una buona preparazione e dei precisi riferimenti storici è un tema che si può svolgere con profitto”.

Le nuove responsabilità dell’uomo, tra clima e aumento demografico – Per il saggio o articolo di giornale in ambito socio-economico (Tipologia B) il Ministero ha scelto le nuove responsabilità della politica e dell’economia nei confronti del pianeta, dal punto di vista ambientale e anche sociale. Anche qui, però, un argomento forse troppo generico: “La traccia mi pare vaga e melensa, un invito ad elencare una serie di luoghi comuni”, commenta l’economista Roberto Perotti. “Cosa può dire un ragazzo di liceo su macro-temi come la democrazia, l’accoglienza, la preservazione del pianeta?”. D’altra parte – fa notare Perotti – il problema non è tanto nella scelta della traccia, ma più generale: “Di base c’è che al liceo non si fa economia, gli studenti non hanno una preparazione specialistica. E così in questo genere di temi i fatti diventano marginali, e finisce quasi sempre per prevalere una visione studentesca e idealistica della questione”.

Renzo Piano e le periferie – Di più difficile valutazione, infine, il tema di ordine generale o di attualità (Tipologia D), centrato sulla rivalutazione delle periferie. La traccia si basa interamente su un testo di Renzo Piano, intitolato appunto “Il rammendo delle periferie”, pubblicato lo scorso 26 gennaio sul Sole 24 Ore. “Il brano – spiega Sabbatucci – parte con una considerazione generale sulla grande bellezza e contemporanea fragilità del nostro Paese, per poi deviare sul tema delle periferie. Ma per affrontarlo a dovere sono necessarie delle competenze specialistiche, di natura ambientale, urbanistica, forse anche architettonica, che probabilmente uno studente liceale non possiede. Il mio timore, allora, è che i ragazzi si concentrino troppo sulla frase introduttiva, e il tema si risolva in una serie riflessioni retoriche sulla grandezza dell’Italia e il periodo di crisi che sta attraversando”, conclude Sabbatucci. Possibili comunque anche collegamenti più alla portata dei maturandi: il più immediato è con Pasolini.

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