La Procura di Milano ha chiuso l’indagine, in vista della richiesta di rinvio a giudizio di 8 persone, tra cui Corrado Coen e Massimo Cimatti, accusati di bancarotta fraudolenta per il crac di Norman95, Sofie spa e Lagafì srl, società dichiarate fallite dal Tribunale rispettivamente nel luglio 2011, nel dicembre successivo e nel maggio dell’anno scorso.

Cimatti e Coen, tra il 2004 e il 2009, sono stati entrambi amministratori di Norman95, la società di gestione immobiliare – di cui Fabrizio Palenzona (non è indagato) è stato il vicepresidente – che tre anni fa si è vista bocciare la richiesta di concordato preventivo proposto da Concilium, società controllata da Vittorio Farina (il suo nome è spuntato nelle conversazioni intercettate di Luigi Bisignani) insieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria (di cui Palenzona era consigliere) e a Orione, una società di gestione del risparmio della Cassa di Risparmio di Torino.

Con il rigetto del piano di salvataggio i giudici della seconda sezione civile hanno accolto la richiesta di fallimento di alcuni creditori e del pm Luigi Orsi, titolare dell’indagine per bancarotta appena chiusa, con i colleghi Gaetano Ruta e Isidoro Palma.

Solo per la bancarotta di Norman95 sono indagati, oltre a Cimatti e Coen, Riccardo Ciardullo (in qualità di legale rappresentante della società Euridea), Nicola Squillace (amministratore di fatto di Euridea e consulente), Michele Carpaneda (consigliere di Norman95), Lorenzo Camuso (legale rappresentante e amministratore unico della Lagafì srl), ed Eugenio Creti (legale rappresentante e presidente del cda di Sofie spa). Per il crac della Lagafì srl, società riconducibile a Cimatti, sono sotto inchiesta, lo stesso Cimatti, Camuso e anche Carlo Shiaffino (amministratore), mentre per il fallimento della Sofie, il reato di bancarotta è contestato a Cimatti, Coen, Creti, Squillace e Camuso.

Secondo i pm sono sei le operazioni che avrebbero causato il crac della società di gestione immobiliare fallita con debiti per oltre 50 milioni di euro a fronte di un attivo di 6 milioni.