Insetti morti nell’insalata, capelli nella frittata e cucine sporche. L’elenco dura 43 pagine. Non una di meno. L’esposto alla Procura della Repubblica del Tribunale di Verona del 18 aprile 2014 è firmato da Gianni Benciolini, consigliere comunale del Movimento 5 stelle che ne aveva depositato un altro nel novembre 2013. In oggetto una lista di presunte irregolarità che sarebbero emerse nel servizio delle mense scolastiche veronesi (il nodo più problematico è rappresentato dalle scuole Giuliari che vengono rifornite dal centro di cottura dell’Alpo dove lavora Serenissima-Euroristorazione). Si va dai pasti conservati in modo improprio alle condizioni igieniche delle cucine non a norma fino a difformità effettive sulle materie prime.

Tradotto: più volte nei piatti di insalata sarebbero stati trovati insetti, un’altra volta sarebbe stato trovato un capello nella frittata, poi un cavolo con parassiti più “profondi” di dieci strati di foglie e carni con pezzature troppo piccole per identificarne il taglio anatomico (“i pezzi individuati non corrispondevano alla spalla anteriore del bovino come da etichettatura ma alla pancia o sottopancia”). Ma gli episodi citati nell’esposto sono tantissimi. 43 pagine, appunto. La volontà del consigliere M5s è quella di “integrare l’esposto precedente” dopo aver avuto accesso alla documentazione dei sopralluoghi di A.g.e.c., l’azienda comunale che gestisce gli alloggi pubblici, i servizi cimiteriali, le mense scolastiche e le farmacie comunali.

“Ho chiesto e ottenuto i verbali dei sopralluoghi effettuati. La documentazione che mi è stata data riguarda solo alcuni mesi ma ci sono già moltissime irregolarità – dice Benciolini –. Quello che ci sta a cuore più di tutto è la salute dei bambini e in questo caso non mi sembra garantita. Avevo già fatto un esposto ai Nas di Padova nel novembre 2013. Le irregolarità riportate nell’esposto potrebbero ora essere state regolarizzate, ma c’erano, sono tutti documenti ufficiali”. Le visite ispettive avrebbero fatto emergere 319 irregolarità “certificate” in pochi mesi e precisamente, prosegue il consigliere, “dal 12 settembre al 20 dicembre 2013. Queste sono irregolarità ufficiali – puntualizza l’esponente M5s -. Poi ci sono quelle non ufficiali, dei genitori, che segnalano la presenza di scarafaggi e unghie nei cibo. Ma si tratta di un’altra storia. Nonostante tutte queste segnalazioni non è stato preso nessun provvedimento. L’insistenza con cui viene mantenuto il servizio mi fa pensare che in ballo ci siano interessi di altro tipo. Si tratta comunque di un bando da 10 milioni di euro in tre anni. Non sono pochi soldi”.

Un j’accuse pesante rispedito al mittente da Agec, Comune e Asl 20 che in questi giorni hanno presentato delle relazioni ufficiali che dimostrerebbero come nelle scuole cittadine venga offerto ai bambini un servizio di qualità. In particolare il vituperato centro cottura dell’Alpo, che rifornisce 24 scuole, dal 14 gennaio 2014 al 23 aprile 2014 avrebbe ricevuto solo 7 segnalazioni di non conformità riferite a corpi estranei su più di 37mila pasti forniti. “Le condizioni igienico-sanitarie del servizio di ristorazione – scrive l’Asl 20 nella relazione – rispettano i principi e i requisiti di sicurezza alimentare di cui alla normativa comunitaria vigente e le indicazioni nutrizionali di cui alle linee guida regionali della ristorazione scolastica”. “Dati di questo tipo non hanno bisogno di commenti – ha detto il direttore generale di Agec, Maria Cristina Motta – il Cda mi ha autorizzato con delibera in data 13 maggio a presentare un esposto per procurato allarme in relazione alle dichiarazioni rese dal consigliere Benciolini”.