Gentile Presidente del Consiglio,

leggendo l’ultimo rapporto di Legambiente “Ecosistema scuola – Il rapporto annuale sulla qualità dell’edilizia e i servizi scolastici” emerge un quadro poco rassicurante rispetto a un comparto della pubblica amministrazione che Lei ha dichiarato di voler aggredire liberando risorse utili a risolvere la situazione.

L’edilizia scolastica italiana continua infatti ad essere in uno stato di emergenza sul fronte degli interventi e della messa in sicurezza. Come si evince dai dati oltre il 60% delle scuole sono state costruite prima del 1974, data dell’entrata in vigore della normativa antisismica. Il 37,6% delle scuole necessita di interventi di manutenzione urgente, il 40% sono prive del certificato di agibilità, il 38,4% si trova in aree a rischio sismico e il 60% non ha il certificato di prevenzione incendi.

In attesa di vedere finalmente sbloccate risorse che gli enti locali potranno utilizzare per mettere in sicurezza gli edifici in cui i nostri bambini trascorrono così tanto tempo, anche nell’ottica di una progressiva riqualificazione energetica degli stessi, con la presente intendo sottoporre alla Sua attenzione una serie di consigli e buone pratiche che, a costo zero, possono consentire di ridurre i costi della bolletta energetica degli edifici pubblici, permettendo di liberare risorse da utilizzare per ottenere ulteriori risparmi ed efficienze.

Questi consigli sono il frutto di una miriade di sperimentazioni realizzate un po’ ovunque in Italia, che hanno visto come protagonisti i diversi soggetti che compongono una comunità scolastica: alunni, docenti, personale ausiliario, genitori, operatori. Insieme, in alcuni casi, piccoli progetti di educazione ambientale hanno saputo tagliare costi di gestione nell’ordine del 40-50%, migliorando la qualità della vita delle persone coinvolte, creando occupazione a “filiera corta”, riducendone l’impatto ambientale.

Questi suggerimenti e proposte sono la somma di progetti già realizzati e conclusi in decine di istituti comprensivi sparsi capillarmente su tutto il territorio nazionale. Insieme alle Edizioni Sonda di Casale Monferrato (AL) abbiamo riunito questi spunti in una pubblicazione che intendiamo con la presente sottoporre alla Sua attenzione e a quella del ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini. Il libro si intitola La mia scuola a impatto zero, e ha lo scopo di divulgare idee, azioni e progetti che stanno ottenendo risultati concreti nella riduzione dell’impatto ambientale.

Conosciamo il momento difficile che stanno attraversando gli enti locali, tartassati dal patto di stabilità interno e dai sempre più restringenti vincoli governativi in tema di investimenti e capacità di indebitamento. Sappiamo, altresì, come sia quasi sempre proibitivo intervenire per la messa in sicurezza o il contenimento energetico di un edificio in assenza di risorse (o nell’impossibilità di spenderle). Questo libro è una raccolta di buone prassi a costo zero, interventi e strumenti che se estesi subito in tutte le scuole italiane consentirebbero di liberare ingenti risorse che potrebbero essere altrimenti impiegate. Spostare risorse che oggi usiamo per pagare energia sprecata per gli interventi che servono a restituire quella sicurezza e quella tranquillità che dobbiamo ai genitori dei bambini che frequentano i nostri istituti scolastici.

Un esempio su tutti è il progetto “I guardiani della luce”, che nelle scuole dove viene adottato consente di ridurre i consumi elettrici del 50-60% senza intervenire sugli impianti, ma semplicemente modificando i comportamenti e gli stili di vita. 

Fiducioso che questa iniziativa possa essere vissuta come uno stimolo a valorizzare e diffondere le tantissime progettualità promosse dal basso nelle scuole italiane, nella speranza che una cabina di regia governativa voglia farsi carico di stimolare un “contagio positivo” per una replicabilità su larga scala delle stesse, sono a Sua disposizione per qualsiasi richiesta di approfondimento nella speranza che vi sia in Lei e nei suoi collaboratori, quella giusta dose di curiosità e voglia di mettersi in gioco che è alla base, spesso, dei più formidabili cambiamenti.