Non va bene che il più grande e potente movimento degli ultimi 30 anni sia invisibile!

Nessun partito rappresenta quelli come me.
Non abbiamo neppure un nome che ci definisce perché avevamo altro da fare che trovarci un nome.
Nel titolo di questo articolo ho provato a inventarne uno: ecologisti umanitari.
Siamo quelli che amano l’ambiente e odiano la guerra, che votano ogni volta che fanno la spesa, che rispettano le donne, le diverse scelte sessuali e che difendono i diritti di tutte le minoranze, formiche comprese (anche se le formiche numericamente sono molte sono piuttosto gracili).
Siamo quelli che si annoiano alle assemblee e che amano i fatti; adoriamo la concretezza, il valore della parola data, la professionalità, la cooperazione e la passione perché danno sapore alla vita.
Siamo persone che pensano che il corpo, la mente, il tuo modo di far l’amore e di lavorare, la capacità di ascoltare le sensazioni e di entrare in empatia con gli altri siano un tutt’uno.
Siamo gente che si incontra in treno o sulla spiaggia di Cesenatico e dopo 5 minuti capisci che hai di fronte una persona come te e potresti parlare per ore con uno che comincia una frase e l’altro che la finisce; ci piacciono l’arte, la buona cucina, le buone maniere e non pratichiamo comportamenti aggressivi; siamo inclusivi, comici, infantili e abbiamo scoperto il potere delle azioni stupefacenti.
Siamo quelli che credono che il mondo stia migliorando costantemente da 100mila anni. Quelli che hanno deciso che volevano cambiare e il mondo e hanno incominciato cambiando se stessi.
E siamo tanti.
Ma, a prima vista, sembra che non esistiamo.
E invece no. Abbiamo lavorato per decenni per fare le cose invece che per organizzare organizzazioni.
Ma questo non vuole dire che noi non si sia organizzati. Siamo una rete di amicizie. E dovunque vai trovi qualcuno della rete, e qualunque impresa vuoi iniziare trovi qualcuno disposto a fare rete. In questi 30 anni abbiamo organizzato eventi galattici, abbiamo condotto battaglie durissime, abbiamo costruito realtà economiche e sociali enormi. Senza tessere e senza leader…
E va bene così. Però credo che potremmo iniziare a dire in giro che esistiamo, che esiste un modo di praticare l’opposizione al sistema del dolore che funziona ed è appagante; e che aspettiamo a braccia aperte tutte le persone di buona volontà disposte a vivere e lavorare diversamente.

Guardate Renzi come è abile a valorizzare quel che fa: “Dicevano che non avrei vinto le primarie e le ho vinte. Dicevano che non sarei diventato Presidente del Consiglio e lo sono diventato!….”
Beh… se lo facessimo noi un discorso così potremmo vantarci di risultati colossali…Perché siamo stati noi che in questa Italia preda dei briganti siamo riusciti a creare il cambiamento!
Lo so che pensi che sto esagerando… Cosa abbiamo concluso alla fin fine in questi 30 anni?
Vedi, è proprio questo il problema di cui sto parlando, nessuno s’è mai dato la pena di raccontare le formidabili imprese della nostra compagnia di comici, commercialisti, cuochi, impiegati, falegnami, disegnatori, avvocati, manager, massaggiatori, cantanti, idraulici, medici, operai, poeti, orticultori, ricercatori, e meccanici.
Allora ascolta qua, che te la racconto io:
“Avevano detto che non si potevano coltivare le verdure senza veleni e che nessuno avrebbe comprato prodotti più sani ma più cari… E oggi il 6% degli italiani mangia cibi sopraffini e biologici. E la qualità del cibo è diventata un interesse di decine di milioni di italiani.
Avevano detto che il nostro sogno delle energie alternative era un’utopia… E oggi ovunque le ecotecnologie stanno prendendo il sopravvento.
Avevano detto che era impossibile cambiare i rapporti tra uomini e donne. E invece siamo qui ad amarci e a rispettarci sempre di più.
Avevano detto che eravamo matti a volere il parto dolce. E ora lo si pratica ovunque.
Avevano detto che il commercio equo avrebbe concluso poco. E ora è una rete di centinaia di negozi che fattura decine di milioni di euro.
Avevano detto che le associazioni solidali non avrebbero combinato quasi niente. E ora sono la rete che riesce ad aiutare ogni giorno centinaia di migliaia di persone in Italia e nel mondo.
Avevano detto che i gruppi d’acquisto non avrebbero mai attecchito. E invece coinvolgono decine di migliaia di famiglie.
Avevano detto che tenevamo troppo in braccio i nostri figli piccoli e che sarebbero cresciuti viziati… E ora sono adulti consapevoli, indipendenti e pieni di passioni.
Avevano detto che era impossibile portare i clown nei reparti pediatrici. E ora sono rari gli ospedali dove non si pratica la comicoterapia.
Avevano detto che non saremmo riusciti a inventarci lavori appassionanti. E invece siamo qui con le nostre imprese, agriturismi, ristoranti, centri culturali, ecovillaggi, siti web, cooperative che danno uno stipendio a decine di migliaia di persone.
Avevano detto che la migrazione verso le campagne sarebbe restata una scelta d’élite… E invece una moltitudine ha lasciato le città inventando nuovi modi di vivere.
Abbiamo vinto noi. Ammettetelo!

P.s: E continueremo a migliorare questo mondo casa per casa.