La vendita tradizionale di auto è superata. Niente reception, niente uffici, niente scrivanie e soprattutto niente colloqui al tavolo per formalizzare una vendita. Così la pensa Nissan, che ha avviato un programma chiamato Nissan New Retail Concept, che prevede il cambiamento radicale delle concessionarie le quali, secondo l’idea dell’azienda, dovrebbero diventare una sorta di open space. L’obiettivo della casa nipponica è di aggiornare il sistema di vendita, per migliorare l’esperienza del cliente, dalla scelta dell’automobile fino all’acquisto. Il rapporto tra compratore e venditore, nelle intenzioni di Nissan dovrebbe diventare più proficuo, e meno stressante.

Ogni venditore, infatti, non avrà una postazione di lavoro fisica, ma avrà a disposizione un dispositivo elettronico (verosimilmente un tablet) dal quale consultare i dati, formalizzare e chiudere un’eventuale vendita. Nello stesso modo saranno gestite anche le fasi successive all’acquisto di un’auto. Se un cliente si dovesse presentare alla concessionaria per risolvere un problema all’auto, il personale dovrà essere in grado di valutare l’entità del problema, per poi accompagnare e presentare l’automobilista ai tecnici dell’officina. Il mercato principale dove espandere il nuovo tipo di vendita dovrebbe essere quello degli Stati Uniti, ma Nissan come banco di prova ha scelto l’Europa. La prima concessionaria usata come campione si trova a Londra, e dovrebbe presto essere estesa a Stoccarda e Mosca, poi in altri Paesi dell’Europa occidentale, per allargarsi in seguito a Medio Oriente, Giappone e America.

“Se funziona – ha commentato ad Automotive News il supervisore del progetto, Koen Maes – il nuovo tipo di showroom diventerà in fretta globale, e sarà un inedito modo di fare affari per Nissan”. E per confermare le ambizioni dell’azienda giapponese per questo cambiamento, Maes ha fatto riferimento al banco di prova della concessionaria londinese. “La soddisfazione dei clienti è aumentata – ha sottolineato – così come la fidelizzazione, le vendite e gli interventi post-vendita. E di conseguenza i profitti”. Infine, Maes ha puntato i riflettori su due aspetti delle vendite. In primis ha annunciato un nuovo modo di formare i venditori, per avvicinarli di più all’universo femminile “perché certi modi di fare dei venditori vengono percepiti come fastidiosi o addirittura offensivi dalle donne”. E Maes vuole superare anche il modo in cui si firma il contratto. “E’ fastidioso per i clienti essere portati in un ufficio per acquistare una macchina. Dobbiamo andare oltre”.