A febbraio 2014 la disoccupazione in Italia sale e il tasso si assesta al 13%. Quella giovanile, che riguarda le persone tra i 15 e i 24 anni, è pari al 42,3 per cento. Renzi, in visita a Londra, definisce il dato “sconvolgente”. Per l’Istat si tratta del tasso più alto sia dall’inizio delle serie mensili, gennaio 2004, sia delle trimestrali, che si rilevano dal 1977. A febbraio infatti il numero di disoccupati ha superato la soglia dei 3,3 milioni, arrivando a 3 milioni 307mila persone in cerca di lavoro, in aumento di 8mila unità su gennaio (+0,2%) e di 272 mila su base annua (+9%). La disoccupazione cresce per gli uomini (+1,6%) ma diminuisce per le donne (-1,4%). Per quanto riguarda i giovani, invece, il tasso di disoccupazione è in diminuzione di 1,4 punti percentuali su gennaio, quando aveva toccato il picco, ma in aumento di 3,6 punti su base annua. In tutto, i giovani che cercano attivamente lavoro e non lo trovano sono 678mila. Peggiora anche il dato sugli occupati, che a febbraio sono 22 milioni 216mila, in diminuzione dello 0,2% rispetto al mese precedente (-39mila) e dell’1,6% su base annua (-365mila). Il tasso di occupazione, pari al 55,2%, risulta stabile su gennaio ma diminuisce di 0,8 punti percentuali rispetto a dodici mesi prima.

La conferma dai dati Eurostat – L’incremento dei disoccupati registrato in Italia, stando ai dati Eurostat, è il terzo più alto dei Paesi della Ue-18, dopo quelli di Cipro, passata dal 14,7% al 16,7%, e della Grecia, dove i senza lavoro sono passati dal 26,3% al 27,5%. Nell’eurozona la disoccupazione rimane stabile all’11,9%, mentre nella Ue a 28 si attesta al 10,6%, in lieve calo rispetto al 10,7% di gennaio. I tassi più bassi sono stati registrati in Austria (4,8%) e Germania (5,1%), i più elevati in Grecia (27,5%) e Spagna (25,6%). Il portavoce del commissario Ue al Lavoro, Laszlo Andor, ha detto che “la disoccupazione giovanile è un problema serio e in Italia sta anche peggiorando”. Il problema dei giovani senza lavoro, ha sottolineato il portavoce, “è seria in molti altri Paesi membri” e per questo la Commissione ha lanciato il piano Garanzia per i giovani”.

Le reazioni – Il premier Matteo Renzi, arrivando nella sede dell’ambasciata italiana a Londra, dove incontrerà una delegazione di imprenditori, ha detto che il nuovo dato sulla disoccupazione “è un dato sconvolgente”. “Perdiamo 365mila posti di lavoro l’anno, sono 1000 al giorno che perdiamo – ha aggiunto – è evidente che questo è il problema”. Giovanni Toti, consigliere politico di Forza Italia, ha commentato via Twitter: “Disoccupazione record al 13 per cento! Per favore…fatti! Basta annunci…non sono le primarie. Ora siete a Palazzo Chigi”. Nunzia De Girolamo, capogruppo del Nuovo centrodestra alla Camera, ha definito “uno shock” i nuovi dati sottolineando che “siamo tornati indietro di 14 anni. Sul lavoro punteremo tutto, senza fare passi indietro. Bene fa Renzi a insistere sul punto”. Sono arrivate anche le reazioni delle associazioni di categoria. Per il Codacons il dato Istat sulle persone in cerca di lavoro è “un numero sconcertante, maggiore della somma di tutti gli abitanti della Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Umbria messi insieme”. Mentre la cifra sui giovani disoccupati, 678mila sotto i 25 anni, supera la popolazione dell’intera Basilicata. Secondo il coordinamento delle associazioni dei consumatori “per invertire in modo significativo il trend del tasso di disoccupazione bisognerà attendere il 2016, salvo che il Governo intervenga con misure drastiche, ben diverse da quelle finora annunciate”. E “non bastano né gli 80 euro in busta paga, per quanto utili, né, tanto meno, il Jobs Act”.

Il sondaggio: lavoro in cima alle preoccupazioni  Confesercenti-Swg ha diffuso i dati di una ricerca in base alla quale 6 italiani su 10 temono di perdere il posto di lavoro o che lo perda un proprio familiare. Si sente del tutto sicuro, invece, solo uno su 10. “Nel dettaglio – spiega la nota dell’associazione dei commercianti – il 24,6% degli intervistati ha ammesso di avere molta paura di un nuovo disoccupato in famiglia, mentre il 37,2% ne ha “abbastanza”. A ritenere la prospettiva esistente, ma poco probabile, è il 24,8%. A sentirsi del tutto al sicuro, invece, è solo 1 italiano su 10″. 

Nomisma: il dato peggiore è il calo degli occupatiSergio De Nardis, capo economista di Nomisma, ha sottolineato che “l’elemento preoccupante, da tenere sotto osservazione, è la ricomparsa del segno meno nella dinamica mensile dell’occupazione (-0,2%)”. “Questa dinamica indica che la ripresa non si è ancora tradotta in quel rafforzamento dei flussi di entrata nell’occupazione necessario per compensare i processi di uscita. Questi ultimi infatti proseguono con l’esaurirsi degli strumenti di protezione del posto di lavoro messi in campo nella recessione”. Cioè la cassa integrazione straordinaria e in deroga.