Nel raccontare che succede davvero nelle scuole d’Italia, tra calcinacci e tablet, scandali pornografici e adulti in crisi, serve la voce di un ragazzo. S’è fatto avanti Elia, il liceale che ogni mamma (e ogni prof) spererebbe di avere in dote dal destino. Per continuare a credere che tutta la fatica di insegnare, a casa o a scuola, serve eccome.

 

Salve, mi chiamo Elia e sono uno studente di quinto liceo, ho letto un articolo sul blog del Fatto che parlava dell’uso sempre maggiore della tecnologia a scuola da parte dei ragazzie volevo dire la mia di studente.

Nella mia classe, come in tutte le altre del resto, molti ragazzi sono soliti usare il cellulare durante le ore, durante tutte tranne quelle di un professore. Ci si potrebbe chiedere il perché di questo; io, da studente, ho la risposta: questo professore riesce ad attirare l’attenzione di tutti, sempre, spiegando in maniera diretta e semplice, senza, però, essere mai vago o eccessivamente sintetico, oltretutto passeggia sempre per la classe, fermandosi vicino ad ognuno di noi per guardare che facciamo o cosa scriviamo, per darci un consiglio o aiutarci; non si vedrà mai questo prof seduto alla cattedra a distribuire nozioni come fossero vuote parole da scagliare al muro.

Ciò che mi viene da pensare guardando il mio professore ogni giorno è che, nonostante gli alunni siano sempre più distratti, anche gli insegnanti potrebbero far di più per interessare i ragazzi alla materia piuttosto che al cellulare.

Peace
Elia Cavaleri

P.s. le materie insegnate da quest’uomo non sembrerebbero delle più interessanti (italiano e latino), ma c’è modo e modo per essere insegnante

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Le parole, le regole, il rispetto, sono la premessa dell’educazione scolastica. Chi sta oggi in cattedra, dalle elementari al liceo, segnala questo come tema prioritario: è più difficile domare la classe che insegnarle qualcosa. L’iperattività, l’invadenza della tecnologia, il linguaggio volgare, la violenza nel gestire sentimenti e reazioni diventano stress quotidiano, e carenza d’apprendimento. paroladiprof@gmail.com è l’indirizzo per segnalare problemi e idee. Fatelo chiunque voi siate: studenti, mamme, nonni o maestre. Le parole, per noi, sono importanti.