Nessun dividendo agli azionisti. E’ quanto proporrà il consiglio di amministrazione del gruppo editoriale L’Espresso all’assemblea di metà aprile, alla luce del crollo degli utili registrato nel 2013. A preoccupare di più è il quotidiano Repubblica, che – come ilfattoquotidiano.it aveva già scritto – chiuderà il 2013 con una perdita di circa quattro milioni e mezzo (la cifra precisa sarà data in occasione del cda di aprile per l’approvazione del bilancio).

I profitti del gruppo sono precipitati l’anno scorso a 3,7 milioni dai 21,8 milioni del 2012 (deludendo gli analisti, che si aspettavano una contrazione di 4,5-8 milioni), mentre il fatturato ha visto una flessione del 12,4% a quota 711,6 milioni. Giù anche il margine operativo lordo, da 102,4 a 63,5 milioni, mentre migliora l’indebitamento netto, da 108,1 a 73,5 milioni.

Il gruppo sottolinea il nodo della raccolta pubblicitaria. Nel 2013 i ricavi da pubblicità sono scesi del 15,4% a 403 milioni: in particolare la raccolta pubblicitaria nel settore della stampa ha avuto un calo pesante (-19,5%) inferiore a quello dell’intero comparto (-21,2 per cento). Giù le radio (-9,5%) in linea con il settore (-9,3%), meglio internet (-0,9%) a fronte della leggera flessione del mercato (-1,8 per cento).

Le prospettive non sono più rosee per il 2014. Il gruppo presieduto da Carlo De Benedetti sottolinea in una nota che pesa “l’evoluzione del mercato pubblicitario, relativamente al quale si registrano segnali incerti: se da un lato la radio appare in ripresa, dall’altro l’evoluzione della pubblicità su stampa resta critica“.

Tornando al 2013, i ricavi diffusionali sono in flessione del 5,8% a 248 milioni in un mercato che registra una significativa riduzione delle diffusioni dei quotidiani (-10,1 per cento). In questo contesto L’Espresso sottolinea la buone performance delle testate del gruppo con Repubblica primo quotidiano per numero di lettori medi giornalieri (2,8 milioni) e per copie vendute. Quanto ai costi totali, infine, nel 2013 sono calati del 9,6% mentre l’organico, inclusi i contratti a termine, si è ridotto nel corso del 2013 di 111 unità a 2.425 dipendenti.