Prima il comizio contro la Rai di Beppe Grillo, poi due lavoratori che minacciano di buttarsi dalla balconata più alta dell’Ariston. Il conduttore Fabio Fazio apre il Festival di Sanremo 2014 tra le difficoltà. “Sono qui per fare il mio lavoro”, ha detto al Tg1 pochi minuti prima del debutto e commentando il leader del Movimento 5 Stelle che dal red carpet attaccava l’azienda pubblica. Ma i problemi erano appena cominciati. Così durante il monologo iniziale dedicato alla bellezza, Fazio è stato interrotto dalla protesta di due operai del Consorzio di bacino di Napoli e Caserta. Gli uomini si sono convinti a scendere, solo dopo che il conduttore ha promesso che avrebbe letto la loro lettera sulla situazione lavorativa.

Ad ascoltarli, tra il pubblico, anche Beppe Grillo. Seduto in diciasettesima fila a fianco del figlio ha promesso che non avrebbe interrotto lo spettacolo: “Non sono un cavallo pazzo“, ha commentato entrando. E mentre i lavoratori minacciavano di buttarsi, il comico ha urlato a Fazio: “Io non c’entro niente con quelli che vogliono suicidarsi”. Il conduttore del Festival ha risposto: “Ormai ti hanno superato. Non puoi immaginare quanto mi faccia piacere”, sottointendendo “averti qui”. Grillo ha ribattuto: “Parlami in diretta”. E Fazio: “Ora però fatemi fare il festival, altrimenti faccio ‘Ballarò”

La vera attesa, tra servizio d’ordine speciale e calca di giornalisti, è stata per il leader del Movimento 5 stelle: “Non sono qui per farci pubblicità”, ha detto nel suo comizio quasi improvvisato sul red carpet a pochi minuti dall’inizio del Festival, “ma per ricordarvi che la Rai è la principale responsabile del disastro economico, politico e sociale di questo Paese”. Il leader del Movimento 5 stelle è uscito dalla sede del Meetup locale verso le 20, al suo fianco anche Roberto Fico, deputato M5s e presidente della Commissione di vigilanza Rai, ed è arrivato a piedi davanti al teatro: “Siete dei morti viventi”, ha detto rivolto ai giornalisti. E sul nuovo premier Matteo Renzi ha commentato: “È il vuoto assoluto, un cartone animato (guarda il video). È stato mandato al governo dalle banche. Parlate del nulla, del vuoto (riferendosi ai giornalisti). Allora andiamo al vuoto per antonomasia: il festival di Sanremo”. Il timore è che possa interrompere lo spettacolo: “C’è una commistione, risponde di interessi pubblici e privati. Io ho già quasi una denuncia perché ho comprato due biglietti e sono qua con mio figlio. Mi hanno già detto che verrò denunciato per interruzione di pubblico servizio”.

Il primo a rispondere è stato il conduttore Fabio Fazio: “Ci tengo a dire che io sono qui per fare il mio lavoro”, ha detto ai microfoni del Tg1, “che è quello di costruire, in questo caso Sanremo. Il mio lavoro è proteggere le persone che lavorano. Mi rendo conto che costruire è più difficile che distruggere. Io voglio bene a Sanremo e mi auguro che tutti lo rispettino”. Beppe Grillo nel corso del suo comizio ha attaccato la gestione dell’azienda: “Questo è un Paese dove la legge elettorale la fanno in tre: un pregiudicato, un mezzo pregiudicato e Verdini. Sapete chi è Verdini? Andate a vedere chi è, ha un elenco di reati lungo così”. E la colpa, secondo il comico, è in parte anche della Rai: “Se avessimo avuto una Rai normale e non in mano ai partiti, avremmo avuto anche un Paese normale. La Rai è un servizio pubblico? Vi sembra un servizio pubblico un’azienda che perde 7,8 milioni nel 2010, 7,5 nel 2011 e quasi 5 milioni nel 2012? Adesso la Corte dei Conti ha detto che sta spendendo troppo, dovete abbassare i costi. Dobbiamo riprenderci la Rai: il servizio pubblico senza partiti e senza pubblicità dentro, dobbiamo cambiare l’azienda”.

Il leader del Movimento 5 Stelle se l’è presa con dirigenti e politici: in primo luogo il direttore di Rai1 Giancarlo Leone, colpevole di aver gioito per la raccolta pubblicitaria che ha superato i costi del festival (“una balla perché si è azzerata la raccolta sugli altri canali”), il vertice Rai che “ha 10.000 dipendenti e prende 1 miliardo e 700 mila euro di canone e dà 1 miliardo e 400 milioni in appalti esterni”. Nel mirino anche il dg della tv pubblica: “Gubitosi ha portato le perdite dall’azienda da 200 a 400 milioni. E ora dove andrà? All’Eni, all’Enel, magari con 4.5 milioni di buonuscita? E’ questa la Rai che volete? E poi il Tg1, il Tg2 e il Tg3 gestiti dai partiti… basta! Tutto questo avviene con i soldi vostri, pagati con il canone. Allora andate a casa ed appendetevi per i piedi perchè questo è un paese al contrario. O vi rovesciate o non capirete niente”. L’attacco è al bilancio dell’azienda pubblica, non alle persone. “Fazio è una persona per bene, è moderato, ma non è un giornalista, è un programmista-regista, il suo pacchetto è un programma, si porta i suoi autori, il suo ufficio stampa, e abbiamo 13mila dipendenti della Rai che sono sotto-utilizzati. È finito un sistema, noi dobbiamo ripensare un sistema“.

C’è stato poi un nuovo monologo dell’ex comico al bar del Teatro Ariston in cui ha ribadito il suo affondo contro la Rai e la sua informazione, contro Matteo Renzi e contro gli ultimi provvedimenti varati dal governo Letta. Poi, scortato dalle forze dell’ordine, ha lasciato il teatro.