Il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano all’Europarlamento è stato interrotto dalla delegazione della Lega Nord. Il capo dello Stato si è bloccato e ha ripreso solo dopo l’intervento del presidente dell’assemblea Martin Schulz. Gli eurodeputati del Carroccio, guidati dal segretario Matteo Salvini, hanno esposto manifesti e striscioni anti-euro: “No euro” e “Euro kills”, le scritte. Alla contestazione hanno partecipato, oltre a Salvini, il capogruppo Lorenzo Fontana, Mario Borghezio e Mara Bizzotto. Quest’ultima – come Claudio Morganti – indossa una maglietta con la scritta “Napolitano non è il mio presidente” che gli è stata affidata da un militante prima della partenza per Strasburgo. “Napolitano senza vergogna, chi ancora difende questo euro che ha massacrato lavoro, stipendi e pensioni è in malafede. Il voto di maggio spazzerà via queste Euro Follie” assicura Salvini. La manifestazione degli europarlamentari è stata accolta con una serie di “buu” e fischi. Nel suo discorso di chiusura, il presidente Martin Schulz ha detto, tra l’altro: “Non tutti condividono le sue opinioni ma non bloccheranno il processo di integrazione europea”. Salvini, Borghezio e Bizzotto rischiano ora sanzioni come l’ammonizione, la sospensione del mandato o dell’indennità di soggiorno. Lo stesso Napolitano comunque minimizza: “Sono assolutamente marginali e modeste, sono le tradizionali proteste della Lega”.  

Secondo il capo dello Stato, che riprende un concetto espresso negli ultimi giorni dal presidente del Consiglio Enrico Letta, “certamente la situazione di oggi non è quella di due anni fa, per la prima volta stiamo vedendo dei ‘più’: questo significa che ci sono dei segni di ripresa indiscutibili”. Il presidente tuttavia toglie alle prossime elezioni europee qualsiasi significato politico interno: non ci sarà, dice, “una ricaduta meccanica sugli equilibri nazionali”. “Le elezioni europee dovrebbero essere innanzitutto – ha spiegato il capo dello Stato – un’occasione per discutere di Europa. I partiti di opposizione, soprattutto quelli da voi citati (Lega e M5s, ndr), faranno politica di opposizione. I partiti di maggioranza invece dovranno impegnarsi molto di più sui temi europei e questo non perché ci sia una ricaduta meccanica dei risultati delle elezioni europee sugli equilibri nazionali”. Infatti, ad avviso del presidente, queste ricadute non comportano sempre che “succeda qualcosa all’interno della maggioranza di Governo, perché se la maggioranza di Governo tiene non vedo la ricaduta del risultato delle europee”. Certo, ha osservato il presidente se si determinasse “un tale trauma tra i partiti della maggioranza di Governo…”, ma Napolitano ha subito aggiunto: “poi non si sa con quale obiettivo (partiti della maggioranza di Governo, ndr) vogliano sottrarsi alle loro responsabilità”. Ecco perché Napolitano ritiene che “l’attenzione vada tenuta ferma sui contenuti delle tematiche europee”.

Napolitano: “Non regge più la politica di austerità a ogni costo”
Napolitano fino al momento della contestazione aveva detto: “Non regge più la politica di austerità a ogni costo” che è stata la “risposta prevalente alla crisi in zona euro”, indicando le prossime elezioni europee “come un momento di verità da affrontare fino in fondo”, anche perché sono “evidenti le ragioni del disincanto” dei cittadini per “il peggioramento delle condizioni di vita“. Rispondendo indirettamente alla Lega, poi, il presidente della Repubblica ha spiegato che i cittadini non devono scegliere tra “un’agitazione puramente distruttiva contro l’euro e contro l’Ue” o tra un’Europa che pure “ha mostrato gravi carenze e storture nel suo cammino”. “C’è vacua propaganda e scarsa credibilità nel discorso di quanti hanno assunto atteggiamenti liquidatori – aggiunge – verso quel che abbiamo edificato nei decenni scorsi” cioè l’Europa dei 28. D’altra parte, prosegue, “la costruzione europea ha ormai fondamenta talmente profonde che si è creata una compenetrazione tra le nostre società, le nostre istituzioni, i nostri cittadini e i giovani dei nostri paesi, e nulla, nulla, può farci tornare indietro”. All’Ue, secondo il capo dello Stato, “occorre una più forte coesione politica europea, e una più determinata leadership europea”. “Manca oggi la ‘vista lunga’ – dice Napolitano – a troppi leader europei, per insufficiente consapevolezza del declino che minaccia l’Europa”. Il capo dello Stato ha notato che “finora in un continente così interconnesso come il nostro, la politica è rimasta nazionale, con i suoi fatali limiti e con le sue vistose degenerazioni”. Per contro “restano da vincere ancora dure battaglie politiche – spiega il presidente – se non contro possibili ritorni di nazionalismi aggressivi, certamente contro persistenti egoismi e meschinità nazionali, ristrettezze di vedute e calcoli di convenienza nelle classi dirigenti nazionali”.

Schulz: “Napolitano continua la tradizione di De Gasperi e Spinelli”
Alla fine del discorso, durato circa mezz’ora, i parlamentari europei hanno salutato Napolitano con una standing ovation e un lungo applauso. Napolitano nel pomeriggio parteciperà alla conferenza per la celebrazione del 30esimo anniversario dell’approvazione da parte del Parlamento europeo del progetto di Trattato costituzionale europeo di Altiero Spinelli. Poi domani (5 febbraio) Napolitano incontrerà gli eurodeputati italiani appartenenti a tutti i gruppi politici.  “Nel suo operato – ha detto il presidente dell’Europarlamento Schulz a Napolitano – ha continuato la tradizione nobile dell’europeismo italiano che da De Gasperi a Spinelli” è stato “motore del progetto europeo”. “Non solo come presidente della Repubblica – ha aggiunto in italiano – ma in tutta la sua vita ha lavorato per ricucire divisioni che attraversano la società italiana ed europea con pazienza, dedizione, creatività e stile”.

Borghezio: “Protesta contro l’Europa, non contro Napolitano”
Borghezio precisa: “Non è una protesta nei confronti del Presidente, per il quale portiamo rispetto, Napolitano, ma è una protesta per la sua adesione un po’ cieca a questa Europa e ai poteri delle banche che essa rappresenta”. L’eurodeputato spiega: “Siamo contro questo euro che danneggia le Pmi e sta portando alla rovina il nostro paese e soprattutto il nostro nord” ha aggiunto Borghezio. Durante la contestazione in aula Borghezio ha urlato: “Presidente, noi la rispettiamo ma non deve difendere l’Europa delle banche. Non tradisca Cattaneo. Si ricordi la carta di Chivasso”. Quest’ultimo, in riferimento al documento dei federalisti piemontesi e valdostani del 1943, considerato da Borghezio “la carta costituzionale del federalismo regionale”.