Silvio Berlusconi non passa più lo stipendio alle cosiddette “olgettine“. Dalla fine del 2013, come riporta Repubblica, le ragazze testimoni del Rubygate non percepiscono più i circa 2.500 euro mensili che il Cavaliere ha elargito in questi anni. Il leader di Forza Italia ha il terrore di finire agli arresti domiciliari, e dunque, gli avvocati Ghedini e Longo gli avrebbero consigliato di mandare un messaggio chiaro: chiudere i rubinetti.

Con ogni probabilità, infatti, venerdì la Procura di Milano aprirà formalmente le indagini per corruzione di testimone nel filone del cosiddetto Ruby-ter. E se i pm sospettassero la reiterazione del reato (corruzione di testimone appunto) non è escluso che possano chiedere la misura cautelare. L’allarme era scattato alcuni mesi fa, quando ben sette olgettine avevano confermato in fase processuale di aver ricevuto uno stipendio dal Cavaliere. Ad ammetterlo erano state Lisney Barizonte, Eleonora De Vivo, Marysthelle Polanco, Elisa Toti, Iovana Visan, Myriam Loddo, Aris Espinoza. Ma i magistrati pensano che ad essere state pagate siano una trentina di ragazze. Questo almeno sarebbe emerso dal processo Ruby e dalle indagini successive. L’altro spauracchio che avrebbe spinto Berlusconi a frenare la propria generosità è il sequestro dei conti correnti dai quali sarebbe partito il denaro.

La paura corre veloce anche tra i fedelissimi del Cavaliere. Il timore è che la data fatidica per Berlusconi non sia il 10 aprile, con l’udienza del Tribunale di sorveglianza di Milano sull’applicazione dei servizi sociali dopo la condanna Mediaset, ma sopraggiunga prima. Con la possibile apertura formale dell’inchiesta per corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza e se venisse riconosciuto il rischio di reiterazione del reato. L’incubo è ritrovarsi alle elezioni Europee senza un leader.