Primarie, primarie e ancora primarie. I volontari del Pd di Bologna e provincia, che sostengono la maggior parte del peso per mettere in piedi la macchina delle consultazioni, si dicono “stremati”, come ha scritto il Corriere Bologna. Dall’autunno fino ad ora, hanno organizzato una miriade di appuntamenti. Ad ottobre i congressi di circolo – che hanno portato all’elezione del segretario provinciale Raffaele Donini – a novembre le elezioni dei segretari di circolo; dal 7 al 17 novembre le primarie tra gli iscritti per il segretario nazionale e l’8 dicembre i gazebo per le primarie aperte a tutti. Senza contare le primarie del 2012 che hanno indicato Pierluigi Bersani candidato alla presidenza del Consiglio, per giunta con primo turno e ballottaggio. “I volontari sono stanchi” protestano dai circoli territoriali.

Il problema è che non è finita. Altre due consultazioni attendono i democratici bolognesi. Il 16 febbraio sono in programma le primarie per il segretario regionale e dopo una settimana si sceglieranno i candidati a sindaco in 15 Comuni. Così da più parti arriva ora la richiesta di accorpare le due date di febbraio, un’operazione però non facile perché, mentre le primarie per i candidati a sindaco nella maggior parte dei Comuni sono di coalizione, quelle per il segretario regionale riguardano solo i militanti del Pd. Intanto il malumore tra gli iscritti sale. “I volontari sono stanchi – denuncia Matteo Ruggieri, segretario del Pd di Casalecchio, uno dei comuni che affronterà entrambe le consultazioni – Noi abbiamo già approvato in direzione un ordine del giorno che chiede di accorpare i due appuntamenti in un’unica data, quella del 23, anche perché, a livello operativo, anche nelle primarie di coalizione il 90% dei volontari sono del Pd. Sinceramente, ogni tanto vorrebbero avere anche qualche domenica libera”.

Anche dal Pd di Castelmaggiore arriva la richiesta di accorpamento, mentre si lamentano dell’eccessivo carico per i volontari pure i Democratici dei Comuni di Castenaso, Zola Predosa e Anzola. Pietro Patalino è un volontario del Pd di Crevalcore ed è anche il segretario dei Giovani Democratici: “Di sicuro – mette in chiaro – non metteremo lo stesso impegno nell’organizzare le consultazioni regionali che abbiamo messo per quelle nazionali, due appuntamenti che potevano anche essere accorpati. Se poi dovessimo fare anche le primarie per il sindaco, a maggior ragione. Non dimentichiamoci, poi, che a maggio ci saranno anche le consultazioni europee. I volontari sono sempre gli stessi e la fatica si sente”. Il paradosso, aggiunge, è che con questa serie continua di consultazioni “quest’anno non siamo neanche riusciti a discutere veramente di politica, perché c’è sempre un nuovo appuntamento da organizzare. Le primarie sono uno strumento molto importante ma forse bisogna capire meglio come utilizzarle”.

Dalla sede del Pd bolognese di via Rivani ammettono che il problema esiste. “E’ vero – riconosce il responsabile Organizzazione del Pd provinciale, Raffaele Persiano – ci sono delle sofferenze nei territori, dovute al fatto che le due date sono ravvicinate e che i tempi di convocazione di tutto il percorso sono stati molto stretti. E’ normale che ci siano lamentele perchè i volontari sono chiamati a fare tanto lavoro”. Ma non è l’unico problema. “Con due date così ravvicinate – sottolinea Persiano – c’è il rischio che gli elettori si confondano su cosa stanno andando a votare”.

Venerdì 24, in ogni caso, Persiano discuterà dei problemi dei volontari in una riunione con i segretari di circolo mentre domani (22 gennaio) ci saranno altri due appuntamenti: la direzione regionale del Pd e un incontro degli organizzatori delle consultazioni. “Durante questi appuntamenti – assicura Persiano – prenderemo in esame i vari suggerimenti che arrivano dai territori, come quello di accorpare le due date, e cercheremo di trovare una soluzione che risolva quanti più problemi possibili”. Ricorda però che “per unire le due date ci vuole anche il consenso di Sel” e che “le primarie non si fanno dappertutto il 23 febbraio ma, ad esempio, a Modena sono il 2 marzo”. Insomma, non sarà facile risolvere i problemi organizzativi.

Per ora, a fare le primarie nel Bolognese per eleggere il sindaco saranno con certezza 13 Comuni: Anzola, Argelato, Casalecchio, Castelmaggiore, Castenaso, Galliera, Malalbergo, Monterenzio, San Giorgio di Piano, San Benedetto Val di Sambro, San Lazzaro, Valsamoggia e Zola Predosa.

Per quanto riguarda, invece, l’elezione del segretario regionale del Pd, finora non c’è nessun candidato in campo. Il segretario uscente Stefano Bonaccini, già impegnato nella segreteria nazionale, potrebbe ricandidarsi e avere l’appoggio dei renziani e dei cuperliani ma difficilmente quello dei civatiani che potrebbero candidare il consigliere regionale Antonio Mumolo. In ogni caso, anche se Bonaccini dovesse avere il consenso di tutte le correnti del Pd, le primarie – come conferma Persiano – “per regolamento si fanno anche con un solo candidato”. Quindi non c’è nessuna speranza di evitarle.