Ostacoli le slot machines nel tuo territorio? Lo Stato ti taglia i trasferimenti di denaro. La bastonata ai sindaci e alle regioni che lottano contro il gioco d’azzardo arriva in Senato con l’emendamento presentato dal Nuovo centrodestra al decreto “Salva Roma” (leggi qui il testo integrale) e approvato con i voti di 140 senatori di Partito democratico, Scelta Civica, Ncd e Gal. Prevenzione, guerra alla ludopatia e sale bingo lontane dalle scuole: gli spot elettorali di partiti e parlamentari scompaiono non appena è ora di fare cassa. E così nel decreto recante misure finanziarie per gli enti locali (e che verrà votato il 19 dicembre in Aula) compare un provvedimento molto lungo e dettagliato dal punto di vista tecnico. Contrari sono stati 128 parlamentari di M5S, Sel, Forza Italia, Lega e quattro dissidenti del Pd (Laura Puppato, Lucrezia Ricchiuti, Roberto Ruta e Stefano Vaccari). Il testo riguarda i comuni o le regioni che emanano norme restrittive contro il gioco d’azzardo, diminuendo così le entrate dell’erario. L’anno successivo, questi enti territoriali subiranno tagli ai trasferimenti che verranno interrotti solo quando le norme e regolamenti “scomodi” saranno ritirati.

“Un ricatto”, denuncia a ilfattoquotidiano.it il senatore Giovanni Endrizzi del Movimento 5 Stelle“sono senza parole di fronte a un provvedimento da Stato cravattaro. Ci hanno detto che serve per mantenere la continuità del gettito erariale, ma è solo l’ennesimo modo per lasciare soli i nostri amministratori locali. Questa misura va contro tutti i principi di sussidiarietà e decentramento, ma soprattutto colpisce la prevenzione della diffusione del gioco d’azzardo”. L’intenzione, secondo i promotori del testo, è quella di evitare lo spreco di denaro pubblico sul territorio per quelle che sono considerate “cause perse”: “Una beffa”, continua Endrizzi, “soprattutto a pochi giorni dalla discussione in Aula del disegno di legge sulla cura e prevenzione della ludopatia. Lo Stato deve decidere da che parte stare”.

Amareggiata anche la senatrice del Partito democratico Laura Puppato, che si espressa contro il provvedimento: “Non me la sono sentita di votare insieme al mio partito”, ha detto a ilfattoquotidiano.it, “Non c’è stato dibattito su di un emendamento che di fatto bastona i sindaci. Sono d’accordo sul fatto che gli enti locali non possano prendere iniziative su una materia dove lo Stato ha legiferato in maniera diversa, ma gli enti territoriali sono l’ultimo baluardo di difesa in una situazione di emergenza”. L’approvazione di un emendamento che va in senso opposto rispetto alla prevenzione della diffusione del gioco d’azzardo è, secondo la senatrice, un messaggio negativo che si dà ai cittadini: “Lo Stato deve fare qualcosa. E questo non è certo il modo di intervenire”. E contro l’emendamento Ncd si è schierato anche Matteo Renzi. Il neo segretario Pd ha chiesto al partito di “rimediare” di fronte a una scelta che “non si può spiegare perché è inspiegabile. “Ho visto stamattina” – ha dichiarato a Vita  – “è pazzesco, allucinante. Ho chiamato Lorenzo Guerini, coordinatore della segreteria che ha già parlato con Roberto Speranza e stanno cercando tecnicamente una soluzione. O un ordine del giorno o altro perché è stata votata una cosa inaccettabile. Sentite entro sera Guerini, lo sentirò anch’io” . Quindi contiamo su lei? “No contate sul Pd che bloccherà la porcata sulle slot”. 

Ma non c’è solo la penalizzazione degli enti che ostacolano il gioco d’azzardo. “L’emendamento”, continua Endrizzi (M5S), “prevede anche che i concessionari ai quali vengono ritirate le concessioni per gravi colpe, godano del diritto di continuare il proprio esercizio per 90 giorni. In seguito il subentro a quelle licenze verrà garantito a chi è già titolare di altre licenze. Un meccanismo che prevede una sorta di diritto di prelazione violando le norme sulla concorrenza”.

L’emendamento a firma della senatrice del Nuovo centrodestra Federica Chiavaroli è il numero 1150: “In coerenza con il principio di perequazione ed equilibrio finanziari”, si legge, “tra livelli di governo, ed in attuazione dello stesso, qualora interventi legislativi regionali ovvero regolamentari di autonomia degli enti territoriali, aventi ad oggetto misure in materia di giochi pubblici riservati allo Stato non coerenti con l’assetto regolatorio statale di settore, determinino nel corso di un esercizio finanziario minori entrate erariali, anche di natura non tributaria, ovvero maggiori spese statali, anche a titolo di eventuale risarcimento del danno nei riguardi dei concessionari statali per la gestione della raccolta dei giochi pubblici, a decorrere dall’esercizio finanziario successivo sono attuate riduzioni degli ordinari trasferimenti statali a favore delle regioni ovvero degli enti locali che hanno deliberato tali interventi in misura corrispondente all’entità delle predette minori entrate ovvero maggiori spese. Le riduzioni cessano a decorrere dal momento nel quale tali interventi legislativi e regolamentari sono abrogati o revocati o comunque modificati in modo tale da risultare coerenti con l’assetto regolatorio statale in materia di giochi pubblici”.