Matteo Renzi merita di essere valutato giorno per giorno, alla luce dei fatti, senza essere incensato o stroncato a prescindere. Ha promesso la Luna e le prime mosse, se è lecito dirlo, non sono esaltanti. Tra i 12 apostoli alla segreteria ci sono voltagabbana, dileggiatori seriali e (parrebbe) cavalcatori un po’ troppo disinvolti del voto di scambio. Nel gotha del partito sono rimasti i D’Alema e i Veltroni. Uno dei primi sponsor rimane il simpatico De Luca, da cui Renzi e i suoi apostoli non solo si distanziano ma ormai addirittura rivendicano come “uno di noi”.

Il vile baratto al M5S (roba tipo “Fate quello che voglio io e in cambio restituisco i soldi pubblici, altrimenti suka”), è stato un autogol gigantesco durante il discorso di insediamento, discorso peraltro non privo di aspetti condivisibili. Le parole, peraltro già note, sull’articolo 18 sono degne di un fanboy (deluso?) di Marchionne. La Cancellieri, che Renzi ha tenuto lì obbedendo a Letta & Napolitano come neanche il peggior talebano grillino a Grillo & Casaleggio, resta al suo posto. E Alfano non è un avversario da combattere, ma un amico con cui omaggiare Bruno Vespa (altro disastro mediatico, e non è strano tenendo conto di chi ha scelto alla “Comunicazione”). Oltretutto, dei due, quello nuovo e di sinistra sembrava Alfano.

Renzi sta poi scoprendo quanto sia difficile comandare un partito che in buona parte è salito sul suo carro (disinnescandolo) pur odiandolo. Ha combattuto per abolire l’orrida webtax che tanto piace a Boccia (vamos), ma nulla ha fatto per opporsi al regalino De Benedetti-Sorgenia. Ieri, poi, la buffonata sul caso slot machine: da una parte il Pd che vota a sua insaputa, dall’altra il neo-segretario che finge di stupirsi e si arrabbia per la “porcata”: ma de che? Davvero dobbiamo credere che il segretario del Pd non sapesse la posizione del Pd? Se così fosse, verrebbe da pensare che non è in malafede ma un po’ bischero, più o meno come la tesi difensiva di Rutelli sul caso Lusi: e onestamente non so cosa sia preferibile.

In mezzo a qualche buona idea, tanti tentennamenti, furbate maldestre e balbettii. Come ho letto in Rete: caro Renzie Fonzie, al primo colpo il jukebox non è partito. Ritenta.

P.S. In tutto questo: è moralmente lecito e accettabile fare il sindaco a tempo perso?