I dubbi di Bruxelles non riguardano solo la ripresa economica italiana che tarda ad arrivare, ma anche la manovra presentata dal governo. “La Commissione Ue è preoccupata per l’elevato numero di emendamenti“, ha detto il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, al termine del colloquio col commissario Olli Rehn, “ma ho spiegato che è una parte normale del processo e che l’esecutivo è impegnato a mantenere i saldi, pur essendo aperto a modifiche”.

Intanto, al contrario della no tax area, poco gradita anche alla Cgil, a passare il vaglio dei senatori sono stati gli emendamenti sulle spiagge, sui quali il Pdl è tornato a battagliare. I parlamentari di Camera e Senato del gruppo hanno ribadito le loro ragioni, insistendo sul fatto che la necessità di una riorganizzazione del settore è stata oggetto di approfondimento e di confronto anche con il governo, il demanio e il Pd. Gli emendamenti “non sono spuntati come funghi”, hanno spiegato, coinvolgendo direttamente il Partito democratico, che però ha rispedito tutto al mittente. La questione spiagge “per il Pd non è mai nata”, ha puntualizzato il relatore Giorgio Santini. “La competenza è delle Regioni, c’è una direttiva europea, non si capisce perché debba essere il Parlamento a legiferare”.

In attesa degli emendamenti del governo che, ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanni Legnini, arriveranno dopo la valutazione di quelli del Parlamento, i tempi della Commissione si stanno progressivamente allungando. Ancora tutto da valutare, anche nell’ammissibilità o meno, è il grande capitolo casa, il più delicato insieme a quello sul cuneo fiscale. E in generale il voto, inizialmente atteso per la giornata di ieri, non inizierà prima di giovedì pomeriggio. Facile presumere che la discussione della legge non entrerà comunque nel vivo prima della prossima settimana, non prima cioè di aver assistito al congresso nazionale del Pdl.