I piccoli teatri di Parma protestano contro l’amministrazione Cinque stelle che ha deciso di mettere a bando gli spazi in cui lavorano da anni, con il rischio di lasciare fuori i soggetti che vi hanno da sempre operato. Si tratta del Teatro Europa e del Teatro al Vicolo: piccole realtà che rispettivamente da 20 anni e da 35 producono cultura nella città ducale. Una delibera presentata in consiglio comunale dice che secondo la legge i teatri devono essere riaffidati con un bando ad evidenza pubblica, e l’assessore alla Cultura Laura Ferraris ha deciso di attenersi alla norma (finora mai applicata in città) e quindi di mettere al bando il Teatro Europa di via Oradour e il Teatro al Vicolo di vicolo Asdente, mentre per il Teatro del Cerchio, che ha sede in una scuola, c’è già una gara nell’ambito dei servizi educativi. All’inizio il rinnovo dei bandi per la concessione degli immobili avrebbe dovuto riguardare tutte le realtà teatrali di Parma, tra cui il Teatro Due e il Teatro delle Briciole, ma per questi ultimi il Comune ha fatto una scelta diversa, dal momento che risulta tra i soci delle rispettive fondazioni.

Per Europa Teatri e per il Theatro del Vicolo invece il bando sarà completato entro novembre e questo significa che le realtà storiche che ora vi operano dovranno fare le valigie, sperando di vincere la selezione a evidenza pubblica per rientrare negli immobili che hanno sempre occupato. Per questo una quarantina di rappresentanti e operatori delle associazioni e del mondo della cultura si è presentata in consiglio comunale per far sentire la propria voce, o meglio il proprio silenzio, in una protesta silenziosa andata in scena prima del voto della delibera. “Non lasciateci soli, abbiamo (ancora) bisogno di voi” hanno lanciato l’appello le lavoratrici del Teatro Europa. “Vi chiediamo di essere con noi, di accompagnarci e di far vedere quanti siamo, perché il Teatro Europa non è solo una sala, quattro mura, un po’ di fari, ma è un luogo fatto di persone. La nostra sarà una silenziosa presenza che lo affermerà”.

A rispondere all’appello è stato il mondo della cultura di Parma, ma anche la minoranza in consiglio comunale, che all’unanimità ha criticato la messa al bando delle realtà, arrivando perfino a mettere in discussione l’interpretazione della norma che la prevede. Il dissenso però è arrivato anche dalla maggioranza: dure critiche all’assessore alla Cultura sono piovute dal consigliere Cinque stelle Mauro Nuzzo, che lo scorso luglio proprio per una diversità di visioni con la Ferraris aveva rassegnato le proprie dimissioni dalla presidenza della commissione Cultura. “Non considero questa delibera presentabile, anche se è stata presentata, ma sicuramente non trova il mio consenso” ha detto Nuzzo, specificando poi di avere difficoltà a fare il suo intervento perché “sono nella maggioranza e la delibera è stata presentata da un assessore che mi rappresenta, ma dal quale assessorato io non mi sento rappresentato. Nel nostro programma culturale, che ho scritto io, non c’erano azioni di killeraggio, ma la volontà di rinnovamento da fare insieme alla città. Non si può mettere al bando l’identità dei teatri”.

Nuzzo ha poi puntato il dito sulla mancanza di visione di un percorso sulla cultura della città, difendendo invece le attività che si ritroveranno senza una sede: “Nel programma culturale dei Cinque stelle si ragionava di condivisione e partecipazione: cose che sono mancate in due anni di amministrazione”. Critiche del consigliere di maggioranza sono arrivate anche sulla gestione del Teatro Regio: “Non c’è in questa delibera, ma nemmeno all’esterno, la volontà di portare il Regio fuori da quello verso cui era già instradato, se non una gestione onesta e un ordine dei conti. Io non vedo una revisione del sistema culturale della città. Capisco due anni di rodaggio, ma questa è una grandissima occasione per rinnovare il sistema. Ma non con un’azione fredda e non dando diktat dagli uffici”.

Da Nuzzo e dalla minoranza la richiesta è stata quella di trovare una soluzione anche per i due teatri, così come per gli altri, e di ripensare alla delibera. Ma le richieste non hanno trovato sponda nel resto della maggioranza e alla fine anche il sindaco Federico Pizzarotti è intervenuto per difendere le scelte della sua giunta, minimizzando l’intervento di Nuzzo: “E’ bene che ci sia dialogo anche all’interno della maggioranza, ma non siamo impazziti, tanti Comuni hanno già fatto questa scelta. L’obiettivo è cercare di fare qualcosa per migliorare le cose, a volte anche con scelte impopolari perché Parma è troppo congelata, non solo sui teatri – ha spiegato, rivolgendosi poi agli operatori – non dovete essere spaventati: la delibera segue un principio di legge, vi siete messi in gioco per vent’anni, dimostrerete ancora quello che valete con il bando”. Dopo una discussione di oltre quattro ore la delibera è passata con i soli voti dei Cinque stelle, all’infuori del consigliere Nuzzo. “Sinceramente mi aspettavo una cosa diversa” ha commentato amaro il presidente del Theatro del Vicolo Egidio Tebaldi, prima di lasciare l’aula del consiglio insieme ai rappresentanti del Teatro Europa, sempre in silenzio così come erano entrati. Con la certezza di perdere la sede, le due realtà ora rischiano di non riuscire a portare a termine neanche la prossima stagione teatrale.

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