Dal 6 all’8 novembre gli ispettori del Miur saranno a Catania, nel laboratorio tossicologico della Myrmex, dove incontreranno il direttore del centro e i referenti del progetto di ricerca, finanziato per 3 milioni di euro, lo scorso 7 agosto. Pochi giorni fa, in un’inchiesta de Ilfattoquotidiano.it, abbiamo raccolto la denuncia di alcuni ricercatori: “Abbiamo firmato documenti in cui attestavamo di aver lavorato, per il progetto di ricerca, ore di lavoro mai effettuate”. Il ministero guidato da Maria Chiara Carrozza, dopo la pubblicazione dell’inchiesta, ha deciso di inviare a Catania tre esperti della “unità di controllo di primo livello”. Parliamo degli esperti che si occupano della certificazione della spesa sanitaria. Con loro si presenterà anche un esperto, inviato sempre dal ministero, che si occupa della “validità scientifica” dei progetti di ricerca. Appuntamento comunicato ieri dal ministero alla Myrmex: non si tratta certo di un’ispezione a sorpresa, poiché comunicata con ben due settimane d’anticipo, secondo la prassi, sostengono fonti del ministero.

I ricercatori – che nelle nostre interviste hanno preferito mantenersi nell’anonimato, annunciando d’essere disponibili a confermare, dinanzi alla magistratura, la loro versione – sostengono che nel centro sono inoccupati da circa due anni. In sostanza da quando, nel 2011, l’avvocato Gian Luca Calvi, amministratore delegato della Myrmex, acquistò il laboratorio, dal colosso farmaceutico Pfizer, al costo di 1 euro. Dalla Pfizer, la Myrmex, ha ereditato anche dei progetti di ricerca finanziati dal Miur. Per uno di questi progetti – l’unico finora finanziato – la Myrmex ha ricevuto, con quietanza della Banca d’Italia, datata 7 agosto, una prima tranche di 3 milioni di euro. “Il piano industriale – sostengono i ricercatori – non è mai decollato e trascorriamo le nostre ore guardando film al computer o giocando a dama”. Versione confermata dai sindacati. Tra questi, la Cisal, ha ufficialmente chiesto l’intervento della magistratura per verificare se la denuncia dei ricercatori – “abbiamo firmato documenti per ore mai lavorate” – corrisponda a realtà. Il Fatto quotidiano ha provato a rintracciare i vertici della Myrmex e il direttore del laboratorio catanese, per riscontrare le dichiarazioni dei ricercatori, senza alcun risultato. Nella prima settimana di novembre toccherà agli ispettori inviati dal ministero far luce sulla vicenda.