Riduzione di ottomila dipendenti entro il 2017, di cui 2700 già usciti a fine giugno 2013. E’ quanto prevede il piano per il via libera comunitario agli aiuti di Stato al Monte dei Paschi di Siena approvato dal consiglio di amministrazione. Il costo del personale diminuirà così di circa 500 milioni di euro.

Per quanto riguarda il rafforzamento patrimoniale, l’aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro (più che raddoppiato in seguito alle richeiste di Bruxelles), sarà effettuato entro dicembre 2014. Contestualmente, si prevede il rimborso dei Monti bond in due fasi: un ammontare pari a 3 miliardi di euro nel corso del 2014 (pari a più del 70% del totale), subordinato all’autorizzazione preventiva di Banca d’Italia. Il resto sarà rimborsato entro fine 2017 mediante generazione interna di capitale in base alle azioni del piano di ristrutturazione e miglioramento della riserva Afs. Il via libera da parte della Commissione Europea è previsto entro la data della relazione trimestrale, fissata per il 14 novembre.

“L’obiettivo di riduzione dell’organico al 2017 risulta coerente con i risultati fin qui ottenuti (riduzione di circa 2.700 unità) soprattutto attraverso le manovre di ricomposizione degli organici già realizzate”, spiega la banca. “Per la quota rimanente di circa 5.300 dipendenti – prosegue la nota – oltre alle operazioni industriali di cessione delle attività non strategiche e di esternalizzazione, il Piano prevede soluzioni che consentano il raggiungimento degli obiettivi con il minor impatto occupazionale possibile attraverso il ricorso al Fondo di solidarietà, nell’ambito delle previste fasi di confronto con le organizzazioni sindacali”.

La decisione della banca senese, però, preoccupa la Uilca, sindacato dei dipendenti dei settori bancario e assicurativo. “E’ un piano con un fortissimo impatto sociale nei confronti dei lavoratori della banca senese”, sottolinea il segretario Massimo Masi. Tuttavia, prosegue, “valutazioni più approfondite si potranno effettuare soltanto domani, dopo l’illustrazione alle organizzazioni sindacali da parte dell’ad Mps, Fabrizio Viola”. E’ evidente comunque, aggiunge Masi, “che questo piano prevede l’utilizzo cospicuo del fondo di solidarietà di settore. Ricordo che Abi ha inopinatamente deciso di interrompere le trattative per l’adeguamento del fondo alla legge Fornero“. Masi invita quindi i lavoratori ad aderire “massicciamente allo sciopero del 31 ottobre prossimo, per dare una forte e chiara risposta a queste politiche errate e pericolose di Abi”.