Sulla carta doveva esserel’assemblea dei 500, ma alla fine a rispondere alla chiamata del sindaco Federico Pizzarotti sono stati solo in 317. La Giornata della democrazia a Cinque stelle di Parma ha registrato una defezione di quasi 200 persone nella lista dei cittadini (autoconvocati o sorteggiati dall’anagrafe) che per una giornata avevano dato la propria disponibilità a discutere insieme di strumenti di partecipazione, statuto comunale e forme di rappresentanza decentrata.

Il primo esperimento di democrazia diretta in Italia organizzato dall’amministrazione Cinque stelle finisce con numeri inferiori al previsto, ma Pizzarotti non parla di insuccesso e al contrario si dice soddisfatto del risultato: “Sono molto contento di come è riuscita l’iniziativa, era la prima volta per tutti e le persone che hanno partecipato hanno discusso e fatto proposte, hanno capito lo spirito dell’evento”. Per quanto riguarda le assenze, il primo cittadino punta il dito sulla responsabilità delle persone: “Le defezioni sono fisiologiche per eventi del genere, ma è un peccato per chi aveva dato la propria disponibilità e non si sia presentato, perché in questo modo ha tolto la possibilità di partecipare ad altri. Se si prende un impegno, bisogna mantenerlo. Questo significa che ci vuole ancora tempo affinché la gente acquisisca un senso civico”.

Tra i partecipanti alla Giornata della democrazia, cittadini comuni, volontari ed estratti a sorte, che hanno visto la chiamata come un’opportunità per dare il proprio contributo e per “fare qualcosa in prima persona”. Tanti anche i volti noti di Parma: rappresentanti di associazioni di categoria, di comunità religiose o etniche, attivisti del Movimento 5 stelle, ma anche ex consiglieri di quartiere di forze politiche differenti, dal Pd a Rifondazione comunista fino alle liste civiche, e ancora esponenti di vari collettivi, associazioni e movimenti locali, che hanno voluto essere presenti per portare la propria voce anche nell’assemblea. “Oggi tutti contate uguale, noi compresi” ha spiegato il sindaco in apertura, insieme al vicesindaco Nicoletta Paci e al presidente del consiglio comunale Marco Vagnozzi, che hanno seguito il percorso di partecipazione diretta dagli incontri nei quartieri fino alla piattaforma di discussione online che ha preceduto la Giornata della democrazia.

Dalle 9 del mattino fino alle 19 inoltrate i cittadini hanno discusso e si sono confrontati divisi in gruppi, coordinati dall’esperto di democrazia diretta e volto noto dei meet-up Cinque stelle Paolo Michelotto. I numeri già sotto le aspettative all’inizio della giornata però, sono calati con il passare delle ore e dei 317 partecipanti iniziali solo in 193 sono rimasti fino alla fine per votare le proposte. Una ventina quelle che saranno visionate dal segretario del Comune, per poi essere discusse online e passare al consiglio comunale, tra cui la reintroduzione della figura del difensore civico, i referendum propositivi per revocare un amministratore e l’inserimento di un consigliere aggiunto senza voto in rappresentanza dei cittadini extracomunitari.

Ad osservare l’iniziativa come pubblico una decina di cittadini, oltre a consiglieri e assessori del M5S. Assente invece la minoranza, che anche nei giorni scorsi aveva sollevato polemiche sull’evento che ha un costo stimato tra i 10mila e i 15mila euro, che comprendono il supporto tecnico, il catering per i presenti e circa 25 persone in forza dal Comune per l’accoglienza e la supervisione dei lavori. “Un’iniziativa di partito venduta come uno sforzo consistente per dar voce ai cittadini a spese del Comune”, aveva tuonato il consigliere Roberto Ghiretti (Parma Unita), mentre il Pd, in concorrenza con i Cinque stelle, ha organizzato proprio in contemporanea la festa ParmaDemocratica, che per tre giorni e tre sere ha richiamato numerosi parmigiani nello storico quartiere popolare dell’Oltretorrente tra musica e dibattiti.

Le polemiche però non hanno impedito ai Cinque stelle di incorniciare la prima prova di democrazia diretta come un esperimento riuscito. “Grazie a tutti – ha concluso Pizzarotti salutando i partecipanti – Cerchiamo di mantenere i contatti anche in futuro”. Le polemiche però non hanno impedito ai Cinque stelle di incorniciare la prima prova di democrazia diretta come un esperimento riuscito. “Grazie a tutti, cerchiamo di mantenere i contatti anche in futuro – ha concluso Pizzarotti salutando i partecipanti, commentando poi su Facebook l’esito della Giornata – La Democrazia Diretta è il fine, e questo è solo l’inizio del percorso.La democrazia diretta è il fine, e questo è solo l’inizio del percorso”.