È un paese buffo davvero, l’Ytaglia, dove a un giurista di chiara e integerrima fede democratica e non violenta, come Rodotà, basta dire che «comprende» le ragioni «deprecabili» delle nuove Br nel loro tentativo di appropriarsi della lotta No-Tav, per metter su un bailamme di urletti scandalizzati, e posture indignate che hanno ben poco fondamento. 

Tutti noi abbiamo, infatti, ben «compreso» per quale indegna ragione gli ultimi relitti semiaffondati di un’ideologia armata, tanto stupida, quanto inefficace, abbiano tentato di impadronirsi di una lotta che a loro non appartiene affatto.

Tutti meno Angelino Alfano, la cui «incomprensione» sembra avere ragioni non meno ideologiche di quelle che critica: fare la guerra a una Valle intera, in nome degli interessi di chi su un’opera tanto inutile, quanto dannosa – la Tav – ha progettato di farci miliardi e – a quanto posso intuire – deve aver già pagato il suo ticket di ingresso alla grande abbuffata. Rodotà e De Luca fiancheggiatori delle Br, dunque. Roba da non credere.

Passa invece sotto silenzio – e qui arriviamo alla poesia – un desolante articolo di Pietrangelo Buttafuoco sul Giornale, in realtà la riproposta del suo scritto introduttivo a un delirante libretto del responsabile cultura (cultura?) di Casa Pound, tale Adriano Scianca, intitolato Ezra fa il surf, dove corbellerie letterarie a parte, si può leggere che chi contestava all’autore dei Cantos il suo inutile e zoppicante aderire al Littorio nostrano si sarebbe macchiato, nientedimeno, che dell’ultimo «dei fanatismi, l’antifascismo». Insomma Buttafuoco dà del fanatico alla nostra Carta costituzionale. E nessuno dice niente. Qualcuno avverta Angelino!

Non bastasse la bestemmia politica Buttafuoco prosegue con una serie di amenità tutte strimpellate sulla tonalità del «sacro». Un esempio tra tutte? Eccolo: «Se avessero letto Pound saprebbero che il contrario del mercato non è la democrazia, ma il tempio». Ora io Pound l’ho letto davvero e tante volte e non mi risulta che il ‘tempio’ di cui parla il poeta abbia niente a che fare con il concetto occidentale di sacro, fatta la tara, inoltre, di ciò che è evidente a chiunque abbia frequentato le scuole superiori e cioè che democrazia e mercato, non sono opposti affatto, vanno ovviamente a braccetto, come liberalismo e liberismo, e che dunque ciò che afferma il buon Mangiafuoco, pardon Buttafuoco, non ha senso. A meno di non pensare, per questa via causidica, di trovare una buona e ‘poetica’ ragione per risuscitare orrori passati.

Come non ha senso ricordarci che Pound urlava dai microfoni della fascista Radio Roma: «C’è un sistema che crea le guerre in serie» senza – con un po’ d’onestà filologica – ricordare a chi legge che, paradossalmente, quel microfono a Pound l’aveva dato proprio uno dei maggiori azionisti di quel sistema che creava (e crea) le guerre in serie: Benito Mussolini.

Come sempre, avvicinarsi a personalità controverse come Pound, o il mio amatissimo Cèline, crea terribile confusione, se non si riesce a staccare il testo (pensiamo ad esempio a Morte a credito o Viaggio al termine della notte) dalle scelte politiche e umane di chi l’ha scritto. I testi abbandonano i propri autori, per fortuna, alla faccia di chi, in barba a qualsiasi ermeneutica fondata, provi poi a riattaccarceli, magari con un po’ di saliva.

Ma, sia chiaro, io non credo affatto, che Casa Pound vada perseguita perché si è intitolata al grande Ezra, che fascista fu davvero e senza dubbio alcuno, con buona pace di certe suorine progressiste che vogliono far finta di nulla;  credo piuttosto che Casa Pound vada perseguita e chiusa perché incita al razzismo e al fascismo ed offende e viola così la nostra Costituzione. Altro che Cantos! Buttafuoco può provare quanto vuole a girarla in letteratura: ciò che fa è politica, nemmeno troppo raffinata.

Lo segnaliamo ad Alfano come suo possibile consulente: magari si potrebbe dare a ciascuno dei 200 militari mandati di rinforzo in Valle una copia dei Cantos, per convincerli che il loro dovere è proprio quello di reprimere i loro concittadini e non, come scritto in Costituzione quello di difenderli. Ma attenti: quei militari potrebbero leggerli per davvero i Cantos e allora non so proprio se allo squillo di tromba sarebbero disposti alla carica. Aveva proprio ragione Ezra: «I politicanti sono i camerieri dei banchieri» e certi critici letterari, a quanto pare, non sono da meno.