Di Renato Brunetta, capogruppo Pdl alla Camera, i posteri ricorderanno le inquadrature acrobatiche in primo piano dei cameraman del Tg 1, le interviste melodrammatiche sullo stato di salute del governo di pacificazione, le spassose imitazioni di Maurizio Crozza e la sua mega villa di Ravello, circa centosettantadue metri quadri, distribuiti su tre livelli, rifiniture in pietra, depandance, vista sulla costa, sauna in corso di costruzione, giardino e frutteto di seicento metri.

Di Ravello l’ex ministro della Funzione pubblica, è soprattutto cittadino onorario al pari di Jacqueline Kennedy, Gore Vidal, Hillary Clinton e anche Domenico De Masi. Il veneziano Brunetta è innamorato della Costiera Amalfitanatal punto da guidare dal dicembre 2011 la Fondazione Ravello, l’ente costituito da Regione, Comune di Ravello, Provincia di Salerno, Ept di Salerno e Direzione regionale dei Beni culturali della Campania per promuovere eventi e gestire i luoghi della cultura in costiera amalfitana. 

La Regione Campania presieduta da Stefano Caldoro lo scorso 12 luglio ha confezionato un bel regalo: uno stanziamento di 4 milioni proprio alla fondazione presieduta dall’ex ministro. Chi fa brutti pensieri è cattivo. Il finanziamento è un atto dovuto e non uno scambio di favori sulla testa dei cittadini-elettori-conzi della Campania. Davvero la reazione accesa del segretario regionale di Sel, Arturo Scotto contro il presidente Caldoro non si capisce. L’esponente politico del partito di Vendola ha accusato il governatore della Campania di “aiutare i suoi amici”. Addirittura! In una nota riparatoria, Palazzo Santa Lucia precisa che i soldi destinati alla fondazione presieduta da Brunetta riguardano non solo il territorio comunale di Ravello, ma tre beni monumentali (auditorium, villa Episcopio e villa Rufolo) che fanno rete con l’intera costiera amalfitana, patrimonio Unesco. Vabbè allora è tutto chiaro! 

Sarà come sarà però il mancato nobel Brunetta per una questione di opportunità, eleganza e rispetto delle istituzioni poteva anche astenersi dal dirigere una fondazione di cui socio importante è la Regione Campania guidata dal centrodestra. Non so, anche per evitare spiacevoli sospetti. Appunto solo sospetti. Siamo alle solite. Ormai nessuno s’indigna più per nulla. Tutto avviene alla luce del sole e con una semplicità disarmante. Un mercanteggiare, un sottobosco di potere, una distribuzione di poltrone e incarichi odiosa. Del resto ogni cricca che si rispetti, anche quella di Ravello, si fonda su una sola parola d’ordine : “A chi appartieni??” A Brunetta…