“Non posso escludere che qualcuno dei ciellini vada a votare alle primarie del Pd, per Renzi o per Letta”, dice Roberto Formigoni. Ed è chiaro che i voti sarebbero tutti per Enrico Letta, vista l’accoglienza del premier al Meeting annuale di Comunione e liberazione a Rimini. Formigoni ha molta voglia di parlare: per la prima volta, non partecipa ad alcun appuntamento ufficiale ma è sempre in giro, nei corridoi della fiera riminese, si gode gli applausi “della mia gente”, indifferente agli scandali che hanno travolto la sua giunta alla Regione Lombardia, alla corruzione, agli arresti. E’ arrivato nell’auditorium prima di Letta, così da assicurarsi l’applauso più lungo. Poi, a margine, racconta come sta lavorando alla rinascita di Forza Italia. Un partito nuovo con un leader vecchio, sempre Silvio Berlusconi, che spera di avere dall’altra parte come interlocutore proprio Enrico Letta, il premier più filo-ciellino dai tempi di Giulio Andreotti.

Formigoni, come sarà questo nuovo partito?
Questa sera abbiamo un raduno di Rete Italia (il coordinamento degli eletti di Cl, ndr): nei prossimi giorni incontreremo qui a Rimini gruppi e associazioni che ci hanno contattato in questi mesi per riprendere a fare politica. C’è tanta gente che ci conosce, all’interno della nostra storia Cl-Movimento popolare, ma anche fuori da essa che sono pronti a tornare ad attivarsi, dopo questo anno e mezzo in cui prima c’è stata la sospensione della democrazia del governo Monti e poi le larghe intese di Letta.

La base come vede la rinascita di Forza Italia?
Vedono bene il progetto, ma a una condizione: che non si parli di partito leggero. Invece abbiamo bisogno di un partito radicato sul territorio. Riaffermare la leadership di Berlusconi, legandola a un marchio nuovo che richiama il vecchio, va benissimo. Il leader nazionale indiscusso è lui. Ma a livello locale o costruiamo una classe dirigente o non andremo da nessuna parte.

E a livello locale ci penserà lei a costruire questa classe dirigente?
Io, ma ci sono anche tanti altri. Le elezioni amministrative dimostrano che abbiamo perso, il Pdl ha perso da tutte le parti. Perché si è fondato soltanto sul carisma nazionale di Berlusconi. E quindi perdiamo quando Berlusconi non è in campo. Bisogna selezionare una classe dirigente: ora, finalmente sparirà il Porcellum, basta con la dirigenza cooptata dall’alto, e quindi bisognerà rimettere in moto altri meccanismi di selezione. Lo slogan che lanciamo è “la Rete delle Reti”, intorno a Rete Italia. Anche in Parlamento, in questi primi quattro mesi di lavoro, hanno dimostrato di avere la mia stessa idea di partito partecipato.

In una prospettiva di larghe intese?
Noi abbiamo l’ambizione di rappresentare il centrodestra con la nuova Forza Italia. Oggi è il periodo delle larghe intese, e siamo d’accordo che dovrà andare avanti, ma un domani quando si tornerà alla normalità democratica di un’alternanza centrodestra-centrosinistra, a maggior ragione bisognerà essere preparati. Non più in un’ottica di amico-nemico, e su questo ho molto apprezzato le parole di Enrico Letta, ma di avversari che hanno idee in parte diverse e in parte eguali che si alternano alla guida del Paese senza che questo comporti disastri.

Letta ha detto: “Il vostro calore lo porterò con me e lo userò nei momenti difficili di questo autunno e inverno”. Stava chiedendo l’aiuto di Cl per i prossimi mesi in cui si deciderà la leadership del centrosinistra?
Ma no! Con Letta c’è un rapporto positivo da lungo tempo. Noi sosteniamo questo suo tentativo di governo che faccia cose concrete. Ma non chiedete a me, uomo di centrodestra, di entrare in questa dinamica.

Ma quando ci sono state le primarie Pd del 2009 Cl ha dato un suo contributo alla vittoria di Pier Luigi Bersani…
E’ stato molto enfatizzato. Bersani gode – godeva – di qualche simpatia. Ma non è l’unico.

Ma un ciellino potrebbe andare a votare per le primarie del Pd se si presenta Letta?
Mi auguro che voti per le primarie del Pdl. Ma non posso escludere che qualcuno vada alle primarie del Pd, a votare Renzi o Letta.

Che tipo di cattolico è Letta? Del genere che piace a Cl?
E’ uno che non ha mai taciuto questa sua identità cattolica ma ha scelto di militare da una parte che a me sembra non pienamente consona con i principi della dottrina sociale cristiana.