Dopo la presa di posizione dei parlamentari Pdl, anche la stampa vicina al partito attacca i magistrati e chiede la grazia per Silvio Berlusconi, condannato in via definitiva al processo Mediaset. “Ci vuole un po’ di grazia“, titola Libero con un articolo a firma di Maurizio Belpietro, sottolineando che “torna l’asse magistrati-sinistra”, in quanto i giudici “non contenti di averlo condannato come un pericoloso frodatore si sono dati da fare per inoltrare a Milano il dispositivo di condanna”.

“L’impazienza di metterlo agli arresti evidentemente ha fatto dimenticare ogni cosa, perfino le ferie e il buon senso”, prosegue il direttore. “ma anche se dichiarato colpevole il leader del centrodestra c’è, è in campo, e non può essere cancellato per via giudiziaria come qualcuno riteneva”. E poi l’appello alla grazia: “E ora che fare? Chiudere gli occhi mettendo in pericolo il governo e la già precaria situazione economica del Paese, oppure reagire con un provvedimento di clemenza che in qualche modo, pur rispettando la verità giudiziaria, tenga conto anche della verità politica?”.

Mentre il settimanale Panorama ha scelto per la copertina una foto del Cavaliere dietro le sbarre, a testa bassa, con un titolo che lascia spazio a poche interpretazioni: “Prigioniero politico“. E in un articolo a firma di Maurizio Tortorella parla di “accanimento giudiziario mai visto nella storia della politica, nemmeno per criminali e mafiosi“. Con un avvertimento, che suona quasi come una minaccia: “Sono riusciti a condannarlo. Ma chi sogna di eliminarlo dalla vita pubblica si sbaglia…”.

Per difendere Berlusconi è sceso in campo perfino il senatore Pdl Augusto Minzolini, con un articolo su Il Giornale dal titolo “Il martirio del Cav e l’ipocrisia della sinistra” dove dichiara che “non si può mandare in carcere il leader che ha caratterizzato vent’anni di storia, criminalizzare il primo partito italiano e rendere orfano di rappresentanza politica un terzo del Paese”. L’ex direttore del Tg1 fa poi sapere che “Berlusconi paga per aver tentato di imporre una rivoluzione liberale che avrebbe spiazzato via i privilegi di corporazioni e lobbies” e conclude con un appello: “Sarà il Paese a decidere se il Cavaliere è un delinquente. O se, invece, è un martire che si è sacrificato nel tentativo di modernizzare l’Italia”.

Trattamento Mesiano contro Antonio Esposito, il presidente della sezione feriale della Cassazione che ha condannato l’ex premier. La prima pagina del quotidiano è infatti dedicata a un ritratto del giudice. “Così infangava Berlusconi”, titola il giornale, riferendosi ad “allusioni a luci rosse, sfottò e pure una sentenza anticipata a tavola”. Proprio Il Giornale che, nel 2011, ‘denunciò’ che Ilda Boccassini “baciò un cronista di Lotta Continua nel 1981”, tornando indietro di quasi 30 anni per attaccare “l’agguerrita pm dello scandaloso caso-Ruby”.

Mentre il direttore Alessandro Sallusti chiede di scendere in piazza domani a Roma contro i magistrati, che “non meritano la nostra stima e neppure il nostro silenzio”. E aggiunge: “Altro che Cassazione tempio della giustizia. Qui siamo al mercato, al postribolo. Peggio, con l’arresto di Berlusconi stanno minando in modo irreparabile la democrazia”.