thom-yorke twitterIn queste pagine la questione ‘Spotify’ è stata a suo tempo affrontata; salutata oltremodo come fosse la nuova frontiera della musica. A giudicare dal successo planetario si potrebbe affermare che se proprio non è così poco ci manca.

Non la pensa in questo modo Thom Yorke. Proprio in questi giorni il leader dei Radiohead ha manifestato il proprio dissenso; tramite twitter ha lanciato un messaggio inequivocabile: “Make no mistake new artists you discover on #Spotify will no get paid. meanwhile shareholders will shortly being rolling in it. Simplex”.

Il tweet si traduce più che altro in un monito per i nuovi artisti i quali vengono invitati a non cedere le proprie canzoni al colosso svedese poiché – a detta del rocker – non verranno pagati, mentre alle loro spalle gli azionisti ovviamente si starebbero arricchendo. Yorke non si è limitato al solo messaggio, The Eraser il primo album solista – così come il lavoro con gli Atoms for Peace – da oggi non è più disponibile all’ascolto sulla piattaforma svedese. Che sia questo un clamoroso cambio di rotta? Stiamo forse assistendo ad un repentino ritorno al passato? Sta a vedere che il buon Thom comincerà “a smazzare” i dischi dei Radiohead mediante le magnifiche C90 della Tdk. I più giovani non se le ricorderanno ma le “musicassette”, un tempo, funzionavano eccome, altroché downloading! 

Ecco, evitando “operazioni nostalgia di dubbia riuscita…” è chiaro che qualcosa non va. La musica – inutile dirlo – è storicamente un business, operazioni di tale portata sono da sempre oggetto di malaffare. Perché mai oggi le cose dovrebbero andare diversamente?

Anche i Pink Floyd – hanno preso posizione a riguardo. L’oggetto del loro interesse non è Spotify bensì Pandora (piattaforma musicale analoga). In una lettera aperta la band si scaglia contro la Internet Radio accusandola di un tentativo di frode a danno degli artisti. In pratica Pandora starebbe cercando di ottenere dal Congresso americano una legge speciale che abbatta le royalty dei musicisti dell’ 85%. Difficile dare torto al gruppo: leggendo per intero lo scritto, viene istintivamente da sottoscriverlo.

E allora che si fa? Apparentemente “nulla c’entra” ma vien da pensare a tutte quelle band che suonano in giro e l’unico compenso che conoscono è la parola “gratis”. Un termine che nell’ambiente musicale è noto a tutti, che sia gavetta o qualcos’altro.

Mi chiedo se Gilmour oppure Yorke siano a conoscenza del fatto che le problematiche alle quali hanno prestato attenzione sono soltanto il culmine di un percorso che parte da molto lontano; senza generalizzare più di tanto ma la figura dell’ azionista al quale si rivolgono, equivale a quella di Organizzatore, Gestore, promoter, discografico.. ma la lista potrebbe essere lunga. Migliaia di musicisti pur non destinando le loro produzioni su Spotify vengono comunque “derubati”, in primis della propria dignità e successivamente della possibilità di esprimersi con i giusti riconoscimenti economici.

Il fatto che Thom Yorke twitty un pensiero di tale portata gli fa certamente onore ma non si può fare a meno di pensare che la sua attenzione sia posata su questo malcostume proprio nel momento in cui ad esser guastato è il proprio giardinetto di casa.

Lodevole anche l’iniziativa dei Floyd ma le problematiche alle quali fanno riferimento nascono molto prima di Pandora. Per altro dovrebbero certamente saperlo, perché quando suonavano sul finire degli anni ’60 erano loro stessi vittime di contratti capestro ad opera di sordidi discografici. La musica è storicamente vessata, non esiste un motivo, ne esistono mille. Così come sono infinite le questioni che l’attanagliano.

Il solito dj qualunque non riesce a prender sonno dopo aver saputo che anche nel suo mondo le cose non vanno per il meglio. Esiste infatti una categoria di dj che pur di “suonare in certi locali” sono disposti a… pagare.

Anche questo Thom Yorke dovrebbe sapere.

 

9 canzoni 9 … per scoprire l’acqua calda

Lato A

The Weight • Editors

Should be Higher • Depeche Mode

I Come With Knives • IAMX

Pale Green Ghost • John Grant

Lato B

Humiliation • The National

New Seeds • Boards of Canada

Fragment Two • These New Puritans

Brennistein• Sigur Ros

Ingenue • Atom For Peace