“Io non credo che questo accordo col Pdl possa andare avanti molto: voglio bene a Letta, ma tutti i giorni deve parlare con Brunetta e Schifani”. E’ questa l’opinione di Matteo Renzi che alla festa del Pd di Carpi, in provincia di Modena, ha parlato della tenuta del governo. “Detto questo, se fa bene io sono l’uomo più felice del mondo, anzitutto come cittadino italiano”, ha aggiunto.

Alla convention democratica il sindaco di Firenze è tornato anche sul suo possibile futuro da leader del partito: “Deciderò a settembre se candidarmi al Congresso“. Sulle cui modalità Renzi ha le idee chiare: “Troverei sbagliato cambiare le regole in corsa, le regole ci sono già, sono quelle che hanno portato all’elezione di Bersani. E farei votare come si è sempre fatto i sedicenni, respingerli sarebbe un brutto segnale“. “Questa comunque non è la rivincita della volta scorsa – ha aggiunto – io quelle primarie le ho perse. Se correremo per la segreteria lo faremo ragionando concretamente per quello che serve per l’Italia”.

La questione della leadership del Pd, del resto, è molto complessa, e lo riconosce anche Renzi. “Il Pd è una ‘squadra’, è l’unico partito che vive a prescindere dalle sorti del leader, ma questo non significa che non abbia bisogno di una guida forte, un leader in grado di far vincere questa squadra. Io, non mi sento un leader. Ma credo che i leader in politica servano. C’è una discussione anche tra di noi, al nostro interno. Il Pd è l’unico partito che prescinde dal leader, il Pdl se togli Berlusconi vengono giù; Scelta civica è molto legata a Mario Monti. Anche dalla nostra parte dello schieramento: Sel facciamo fatica a individuare bene cosa è, ci sono ottimi parlamentari e amministratori ma tutti pensiamo a Vendola. Il M5S a maggior ragione”. “Da noi – ha aggiunto – non è così e questo è un fatto molto positivo. Io credo al Pd come a un luogo dove si fa comunità. Credo però che questo non significhi che non possiamo avere qualcuno che ci guida, ho avuto una discussione con Bersani su questo. Lui dava un’espressione brutta dell’uomo solo al comando, io ho ricordato che l’uomo solo al comando non è un’espressione brutta: nel ’49 c’era Fausto Coppi. Penso che il Pd debba essere una bella squadra, ma non possiamo nemmeno pensare che si passi il tempo a litigare tra i vari capicorrente. Serve qualcuno capace di portarci per una volta a vincere”, ha sottolineato Renzi.

Che è tornato anche sulle polemiche suscitate dalla sua visita a Berlino alla cancelliera Angela Merkel: “Andare a trovare di nascosto un primo ministro è una barzelletta. Quando incontri il primo ministro di uno stato straniero lo dici al primo ministro del tuo paese e io l’ho detto a Letta, con cui ho un rapporto quotidiano“. Evidentemente, però, Renzi non aveva avvisato anche il segretario del suo partito, Guglielmo Epifani, che giusto oggi pomeriggio aveva dichiarato di non essere stato messo al corrente del viaggio del sindaco fiorentino: “Non ne ero a conoscenza”, ha lapidariamente commentato Epifani.

Su Berlusconi ed il processo Mediaset, invece, Renzi ha detto che “quello che accadrà il 30 luglio lo vedremo, in un Paese civile le sentenze non si commentano, si rispettano”. “Dopodiché – ha aggiunto – tutti noi sappiamo che la questione è politica: ma Berlusconi andava mandato a casa con le elezioni dopo il malgoverno, gli abbiamo permesso di tornare in campo con la serata di Santoro e con i nostri errori sulla comunicazione. In politica tutto è comunicazione, poi se non hai niente da dire la comunicazione è farlocca, ma noi abbiamo molti argomenti ed è fondamentale raccontarli bene”.

Nel suo intervento a tutto campo Renzi ha toccato anche la questione dei costi della politica (“Secondo me è arrivato il momento di dire stop al finanziamento. Anche Letta l’ha detto, se dovesse tornare indietro il governo perderebbe la faccia”) e il caso Kazakistan, con una battuta ironica: “Ho visto che Brunetta e Santanché mi hanno tirato in causa sulla vicenda Ablyazov, sembra che la dissidente l’abbia rapita io”.