Tre giorni dopo il taglio del rating italiano per mano di Standard & Poor’s, un’altra agenzia americana si scaglia contro l’Europa. Questa volta è il turno di Fitch, che ha rivisto il merito creditizio della Francia a “AA+” da “AAA”, con “prospettive stabili”. Parigi aveva già perso la tripla A sia nei rating di Moody’s che in quelli di S&P.

Fitch, che aveva fatto perdere la tripla A anche a Londra in aprile, spiega che il downgrade è legato all’elevato livello di indebitamento per un rating “AAA”. I Paesi con la tripla A hanno infatti in media un indebitamento del 49% a fronte del 96% del Pil previsto da Fitch per la Francia nel 2014.

“I rischi alle previsioni fiscali di Fitch sono soprattutto al ribasso, con l’outlook incerto per la crescita e la crisi dell’area euro”, afferma l’agenzia, che prevede una contrazione del Pil francese sdello 0,3% nel 2013 per poi salire dello 0,7% nel 2014. L’outlook stabile indica invece che “non è atteso al momento un cambio del rating della Francia nei prossimi due anni, ma resta alta l’incertezza sull’evoluzione di disoccupazione e deficit nel breve e medio termine”.

E, mentre la scure di Fitch si abbatteva su Parigi, Moody’s ha puntato i riflettori di nuovo su Cipro, segnalando che i rischi di default restano elevati e c’è il “rischio materiale” di un’uscita dell’isola dall’area euro. L’agenzia di rating ritiene che l’economia di Cipro non tornerà a crescere prima del 2016 e che la recessione e la prolungata ristrutturazione economica avranno un impatto duraturo e profondo sulla fiducia degli investitori.

E anche Standard & Poor’s ha declassato il rating a lungo termine assegnato a nove banche italiane da “BBB+” a “BBB”, dopo il taglio del rating sovrano dell’Italia deciso il 9 luglio, con prospettive negative. Gli istituti sono Unicredit, Unicredit Leasing, Intesa Sanpaolo, Banca IMI, Banca Fideuram, Mediobanca, Cariparma, Banca Nazionale del Lavoro e Istituto del Credito Sportivo. Sono stati poi posti poi sotto osservazione altri 23 istituti.