Il coordinamento tra le “sorelle del rating” non è una novità. E così, due mesi dopo la scure di Moody’s, anche Fitch taglia la tripla A della Gran Bretagna, portandola a AA+ con outlook stabile. L’unica agenzia a mantenere il giudizio massimo sul debito inglese è a questo punto soltanto Standard & Poor’s, che ha però minacciato il Paese in diverse occasioni.

Fitch, tuttavia, non si è limitata a rivedere il merito creditizio di Londra. Oltre a strapparle il rating più alto, l’agenzia ha anche tagliato le stime di crescita del Regno Unito a +0,8 per cento nel 2013 e +1,8 per cento nel 2014. L’intervento di Fitch, si legge in una nota, è dovuto a “previsioni economiche e fiscali più deboli” per il Paese. Nonostante la “forte flessibilità di finanziamento fiscale”, infatti, le possibilità di assorbire situazioni economiche avverse e shock finanziari “non riflette più un rating AAA”. 

Fitch ha preso provvedimenti all’inizio di marzo anche contro l’Italia, abbassando il giudizio sul debito sovrano a BBB+ da A-. Una scelta che era stata motivata dall’esito “non decisivo” delle elezioni del 24 e 25 febbraio e dai dati del quarto trimestre 2012 “che confermano come quella italiana sia una delle recessioni più profonde in Europa”.