La preoccupazione di Usa e Onu, l’offerta di collaborazione da parte della Gran Bretagna, la presa di posizione della Ue sui casi di violenza sessuale. Sono tante e le reazione al colpo di Stato in Egitto che ha già un nuovo presidente: il giudice Adly Mansour.

Barack Obama si dice “preoccupato” di quanto sta accadendo e si auspica un “rapido e pieno ritorno a un governo democratico”. Ammonisce su un “arbitrario” arresto di Morsi e ribadisce che gli Usa stanno vicini al popolo egiziano. “Siamo profondamente preoccupati – afferma Obama – per la decisione delle Forze Armate egiziane di rimuovere il presidente Morsi e sospendere la Costituzione egiziana. Faccio ora appello alle forze armate egiziane affinché agiscano rapidamente e responsabilmente per restituire piena autorità ad un governo civile democraticamente eletto, il più presto possibile, attraverso un processo inclusivo e trasparente”. Inoltre, Barack Obama ammonisce l’esercito a evitare “qualsiasi arresto arbitrario ai danni del presidente Morsi e dei suoi sostenitori”. L’esercito però ha dato garanzie.

Nel pomeriggio di oggi ha parlato anche il presidente del Consiglio, Enrico Letta: “Guardiamo con grande preoccupazione all’Egitto ma con grande fiducia al fatto che l’autodeterminazione del popolo egiziano possa portare rapidamente a delle soluzioni positive attraverso una transizione senza violenze e senza spargimenti di sangue”, ha dichiarato il premier italiano. In precedenza il il ministro degli Esteri Emma Bonino aveva affermato che “i n Egitto la situazione è in assoluto movimento. La prudenza è la linea migliore che possiamo seguire senza precipitarci in giudizi o affermazioni su situazioni complesse che non si possono ridurre in un tweet”.  

Anche il segretario generale dell’Onu Ban Ki moon si dice preoccupato auspicando il rapido rispristino di “un governo civile secondo i principi democratici”. Il mondo, ha proseguito, osserverà con attenzione i prossimi passi dell’Egitto “con la speranza che gli egiziani superino in modo pacifico le difficoltà che affrontano oggi e trovino una base comune per procedere lungo il cammino della transizione”. L’Unione europea “non dovrà continuare le relazioni con l’Egitto”, chiunque sia ad avere il potere, “se non sarà indagata e adeguatamente sanzionata” l’ondata di violenze sessuali sulle donne “completamente inaccettabile” ha proposto la vicepresidente del Parlamento, la socialista greca Anni Podimata, nell’intervento durante la sessione di voto della plenaria a Strasburgo.

Sulla stessa linea d’onda anche la Nato, che per bocca del segretario generale Anders Fogh Rasmussen si è detta “profondamente preoccupata”: “All’Egitto serve un governo civile democratico ed inclusivo al più presto possibile”, ha dichiarato Rasmussen, che ha esortato “tutti ad esercitare moderazione e ad astenersi dalla violenza, a rispettare i diritti umani, inclusi i diritti delle minoranze, e lo stato di diritto”.

”La Gran Bretagna è pronta a riconoscere la nuova amministrazione in Egitto e a collaborare” ha dichiarato il ministro degli Esteri britannico, William Hague, intervenendo sulla situazione in Egitto. ”Speriamo che ora in Egitto prosperi la democrazia e venga avviata una transizione democratica che coinvolga tutte le parti” ha aggiunto il premier britannico, David Cameron, aggiungendo che però il Regno Unito “non sostiene mai l’intervento da parte delle forze militari nei Paesi”. Mosca invita tutte le forze politichein Egitto alla “moderazione” e a restare nel quadro “democratico”. “Riteniamo importante che tutte le forze politiche egiziane facciano prova di moderazione e confermino nei loro atti la volontà di risolvere i problemi politici e socio-economico nel quadro democratico, senza violenza e nel rispetto degli interessi di tutti gli strati sociali e di tutte le confessioni della società egiziana”, ha dichiarato il ministero degli esteri russo. Nessuno commento per ora da parte di Israele, mentre il presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) Abu Mazen (Mahmoud Abbas) si è congratulato con Mansour.