La chiamavano democrazia diretta. La domanda più indiscreta per gli eletti del Movimento 5 Stelle è quella sulla piattaforma per la partecipazione online. Promessa, progettata e sempre rimandata, il forum di consultazione in rete è il cuore di un’idea che un giorno ha spinto semplici cittadini a decidere di sporcarsi le mani, arrotolare le maniche ed entrare in politica. Settembre 2009, novembre 2012, marzo 2013, 15 giugno 2013: alcune delle date previste per il lancio e poi sempre superate. Ora forse la svolta tanto attesa: i parlamentari a 5 Stelle si affidano ad un gruppo di attivisti di Lazio e Lombardia con in tasca un progetto che potrebbe fare la differenza. E il tempo stringe perché, nel frattempo, dalla senatrice Pd Laura Puppato è arrivato il lancio della piattaforma “Tuparlamento”, dove si può discutere di proposte dei parlamentari e aprire dibattiti su argomenti specifici. La firmano un gruppo di parlamentari, dal Partito Democratico a Scelta Civica fino a Sinistra Ecologia e Libertà. Una promessa rispettata nei tempi e che nella pratica rischia di far fare una brutta figura ai 5 Stelle. Lanciato venerdì 19 giugno al costo di 15mila euro, conta più di 1300 utenti e 85 proposte dal basso, dalla moratoria sugli inceneritori fino al matrimonio omosessuale.

Se non bastava la fila di attivisti 5 Stelle ai banchetti a chiedere lo stato di avanzamento della piattaforma, adesso entrano in campo le altre forze politiche. Ma non tutto è perduto e la contro proposta che può risollevare le sorti di un Movimento in agitazione, la presentano 19 volontari informatici che hanno dedicato al progetto “Parlamento elettronico” il tempo libero. Il lancio ufficiale è previsto per il 4 o 5 luglio prossimi. “Siamo partiti dallo schema di liquid-feedback”, spiega il consigliere regionale del Lazio Davide Barillari, “e abbiamo cambiato l’interfaccia. Un’operazione lunga ma che permette di rendere la struttura accessibile. Se pensate al sito di Puppato, cancellate tutto. Sarà una cosa diversa”. E detto in termini meno tecnici, significa pulsanti grandi, spiegazioni detttagliate e guida passo passo per una fruizione diretta che sia accessibile alle varie fasce della popolazione. O almeno secondo il progetto sulla carta. “Sarà una piattaforma aperta a tutti i cittadini e a tutte le parti politiche. Ci sarà un’area riservata agli iscritti al Movimento, ovvero quelli certificati con la carta d’identità fino al 31 dicembre 2012, dove si discuterà di regolamenti e decisioni interne”.

Poi ci sarà l’area aperta a tutti, dove si potranno fare proposte di legge, emendare i testi o commentare le iniziative dei delegati. E l’innovazione è la collaborazione con Parlamento europeo, Camera e Senato italiani, Università di Bologna e Nazioni Unite. “Significa”, ha concluso Barillari, “che le iniziative di legge che usciranno dalla piattaforma saranno già in un formato standard presentabile direttamente alle istituzioni. E soprattuto, avremo delle commissioni di esperti scelti sulla base delle competenze che valuteranno e daranno suggerimenti”. Il piano è quello di cominciare a luglio 2013 aprendo l’esperimento a 1000 iscritti sul Lazio, per passare a settembre 2013 a 5000/10000 utenti e includendo la regione Lombardia.

Chi guarda con grande interesse all’esperimento sono i parlamentari a 5 Stelle, ancora indietro nell’avanzamento del progetto. “Siamo in contatto”, ha commentato il deputato Massimo Artini, informatico tra i responsabili dell’idea a livello nazionale, “e abbiamo uno studio parallelo in proposito. Se si dovesse scoprire che loro sono più avanti di noi e che il progetto funziona, potrebbe essere fattibile unire i due percorsi”. Un progetto ufficiale quello lanciato a livello regionale e che potrebbe finalmente realizzare l’idea sponsorizzata dai 5 Stelle. “La vera rivoluzione”, continua Artini, “riguarderà la votazione delle proposte. Se il quorum è raggiunto, ovvero se il 20% dei circa 50mila iscritti al Movimento approva o promuove una proposta, noi parlamentari saremo costretti a presentarla”. Una svolta che attendono in molti, anche per la parte di informazione che potrebbe portare a un cambio in ambito comunicativo da non sottovalutare. “Stiamo pensando di aggiungere i blog delle singole commissioni e uno di informazione generale per spiegare quello che facciamo in Parlamento”. E se l’obiettivo non è quello di sostituirsi al sito di Beppe Grillo, nella pratica potrebbe far nascere un nuovo polo di informazione e permettere una migliore comunicazione dell’attività dentro le istituzioni, da sempre la nota dolente.